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In preparazione dello sciopero globale delle donne proclamato l'8 marzo in oltre 40 Paesi, l 'USB organizza a Milano l'Assemblea Generale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Milano -

Non è più tempo di leggere la lotta contro la violenza sulle donne nei termini di una battaglia esclusivamente culturale o emancipatoria. Affermare che la violenza di genere è fenomeno strutturale e sistemico che attraversa quindi tutti gli ambiti dell’esistenza delle donne vuole dire immaginare risposte all’altezza, capaci di pensare una trasformazione radicale della società e delle relazioni, come anche delle condizioni di vita e di lavoro.

Consapevoli di questa chiave di lettura sin dal primo momento abbiamo preso parte alla mobilitazione dal basso di Non Una Di Meno e contribuito ad allargare la prospettiva, illuminando e approfondendo i punti di contatto in cui si intreccia la condizione femminile. L’8 marzo saremo in piazza a rivendicare la congiunzione imprescindibile tra i diritti civili  che nutrono la  libertà di autodeterminazione delle donne e i diritti sociali in cui la libertà trova espressione concreta: il welfare pubblico e accessibile, il servizio pubblico, il reddito sociale, il diritto all'abitare, la parità salariale, la formazione, la tutela contro i ricatti sul posto di lavoro, le misure di sostegno per la fuoriuscita dalla violenza.
Durante l’assemblea del 3 marzo  presenteremo la piattaforma di rivendicazione dello sciopero globale e gli 8 punti per l'8 marzo elaborati in lavori assembleari con migliaia di donne italiane e col preciso fine di confluire in un piano contro la violenza dal basso. 
Intrecceremo i temi del lavoro e dello sciopero con la necessità della rinascita di una nuova forma di femminismo, che analizzi il tema della violenza maschile dentro una mobilitazione più ampia e articolata (divisione sessuale del lavoro, salute riproduttiva, migranti, media, formazione, tutele nei posti di lavoro ecc.).
Parleremo della violenza ostetrica e presenteremo un'inchiesta su esperienze legate all'aborto per poi lanciare proposte operative per garantire la qualità dei servizi rivolti alle donne in gravidanza. Analizzeremo l'obiezione di coscienza sotto la prospettiva del rifiuto della cura e dei dati nelle strutture ospedaliere lombarde, sviscerando le componenti legate alla sessualità consapevole. 
Con la partecipazione di lavoratrici e lavoratori e le relazioni di: 
Dafne Anastasi (Delegata sindacale USB e movimento Non Una di Meno Milano); 
Lea Melandri (Scrittrice e Presidente Libera Università delle Donne); Eleonora Cirant (giornalista e movimento Non una di meno Milano); 
Maddalena Gasparini (medica, Libera Università delle Donne).