INPS: a Milano torna l’apartheid sindacale!

Milano -

Mercoledì 5 luglio è previsto il primo incontro tra Amministrazione e OO.SS. sulla questione della chiusura di via Pola.

La Direzione di coordinamento metropolitano ci ha informati che le altre OO.SS. hanno chiesto i tavoli separati, motivando la richiesta con la mancata firma del protocollo di intesa da parte di USB.

Dopo più di vent’anni ritorna a Milano questa forma di “apartheid” sindacale ai danni di USB, che dimostra la logica discriminatoria e antidemocratica alla quale si ispirano Cgil Cisl Uil e Cisal.

Le ragioni per le quali USB non ha firmato il protocollo di intesa sono state chiaramente manifestate nel precedente comunicato, che invitiamo a rileggere.

Di fronte alla gravità di questa scelta, riteniamo che debbano far sentire la propria voce innanzi tutto le RSU dell’area metropolitana, e gli stessi lavoratori, che tra l’altro in questi giorni ci hanno manifestato il proprio malcontento per la firma del protocollo di intesa, che di fatto rappresenta un cedimento totale alle posizioni della Direzione.

E’ inevitabile dunque porsi alcune domande. Perché questi sindacati non vogliono sedersi allo stesso tavolo con USB? Cosa hanno da nascondere?

Temono forse che la nostra presenza possa essere di disturbo ai compromessi che si accingono a stringere con la Direzione sull’affidamento dei prossimi incarichi di posizione organizzativa, e per tutelare gli amici degli amici nei prossimi spostamenti di personale collegati alla chiusura dell’agenzia di via Pola?

Per quanto ci riguarda saremo vigili e attenti a tutto quanto verrà discusso e concordato nei prossimi incontri. Non c’è tavolo separato che tenga! Se questi signori pensano di mettersi al riparo nascondendosi dietro la richiesta dei tavoli separati, hanno fatto male i loro calcoli! Siamo pronti a smascherare e denunciare qualunque tipo di compromesso e di complicità con l’Amministrazione.

La USB di Milano ribadisce la contrarietà alla chiusura dell’INPS di via Pola, perché rappresenta l’ennesimo taglio dei servizi alla cittadinanza presente sul territorio di competenza della sede. L’apertura dei punti INPS negli spazi comunali rappresenta poi l’inizio dello smantellamento dell’INPS e il ridimensionamento delle sue funzioni, teso a favorire la strisciante privatizzazione della previdenza.  E’ sorprendente come i rappresentanti di Cgil Cisl Uil e Cisal non vedano la logica “privatistica” che sta dietro alla scelta di chiudere Pola, e si schierino favorendo interessi politico amministrativi locali, che nulla hanno a che vedere con quelli dei lavoratori dell’INPS e dei cittadini utenti.

Per concludere vogliamo rivolgere un invito chiaro ed esplicito a tutto il personale. E’ arrivato il momento di fare una scelta netta e decisa. Non è più tollerabile continuare a dare sostegno e fiducia a questi sindacati, che continuano a firmare accordi contro i lavoratori, e manifestano un atteggiamento odiosamente discriminatorio nei confronti di un’organizzazione sindacale che non condivide il loro modo di operare e lotta ogni giorno, dentro e fuori dell’Inps, per ridare dignità ai lavoratori.

Non basta più mugugnare seduti alla propria scrivania o nei corridoi; se non condividete il modo di fare di queste OO.SS., dimettetevi e restituite la tessera!