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            <title>Rss Feed lombardia.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di lombardia.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:59:04 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 09:59:04 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 16:35:16 +0200</pubDate>
                        <title>Continua la solidarietà a Margherita Napoletano. USB sosterrà ogni iniziativa per la delegata sindacale e coordinatrice RSU licenziata in tronco per aver segnalato la carenza di personale e la cattiva gestione degli appalti sul luogo di lavoro</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/continua-la-solidarieta-a-margherita-napoletano-usb-sosterra-ogni-iniziativa-1637.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l’USB, insieme ad un centinaio di persone, ha partecipato al presidio presso l’Ospedale San Raffaele in solidarietà e a difesa di Margherita Napoletano, la delegata sindacale&nbsp; e coordinatrice RSU licenziata in tronco per aver segnalato la carenza di personale e la cattiva gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria.<br /> In realtà la vicenda di Margherita è un paradigma della sanità lombarda dove l’interesse per il profitto ha soppiantato ormai da tempo il diritto alla salute e il sistema della sanità privata sta letteralmente divorando quello della sanità pubblica, soprattutto grazie ad un connubio di complicità tra amministratori pubblici, imprenditori privati e organizzazioni sindacali che in questo sistema galleggiano.</p>
<p>Oggi è stata decisa l’istituzione di un presidio permanente e la convocazione di un’assemblea pubblica.</p>
<p>Ovviamente l’USB seguirà tutta la vicenda, consapevoli che la partita in gioco va ben oltre la vicenda sindacale e umana della compagna Margherita.<br /> USB Pubblico IMpiego - Sanità</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 08 Jul 2026 11:01:54 +0200</pubDate>
                        <title>USB Sanità Lombardia esprime piena solidarietà alla compagna Margherita Napoletano</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/usb-sanita-lombardia-esprime-piena-solidarieta-alla-compagna-margherita-napoletano-1103.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Sanità Lombardia esprime la propria piena e convinta solidarietà alla compagna <strong>Margherita Napoletano</strong>, coordinatrice della RSU e delegata della CUB Sanità presso l'Ospedale San Raffaele, colpita da un provvedimento disciplinare e da una diffida subito dopo le giornate di sciopero promosse dalle lavoratrici e dai lavoratori.</p>
<p>Riteniamo grave e inaccettabile che, ancora una volta, chi sceglie di denunciare le condizioni di lavoro, la carenza di personale, le violazioni dei diritti e un modello sanitario sempre più piegato alle logiche del profitto venga fatto oggetto di intimidazioni e procedimenti disciplinari. È un copione che conosciamo bene.</p>
<p>Anche i delegati&nbsp; di &nbsp;USB Sanità hanno subito negli anni attacchi nei confronti di numerosi delegati e delegate, colpiti con contestazioni disciplinari, minacce di licenziamento e tentativi di isolamento per aver svolto con determinazione il proprio ruolo di rappresentanza e di difesa delle lavoratrici e dei lavoratori. Quando non si riesce a fermare le rivendicazioni con il confronto, si tenta di colpire chi le porta avanti.</p>
<p>Questi episodi non sono casi isolati, ma rappresentano un attacco al diritto di organizzazione sindacale, alla libertà di espressione e al diritto di denunciare ciò che non funziona in una sanità lombarda sempre più orientata agli interessi economici e alle logiche del profitto, anziché alla tutela della salute pubblica e dei diritti di chi vi lavora.</p>
<p>Questo è il prezzo che paga chi, ancora oggi, sceglie di essere una voce fuori dal coro e rifiuta di piegarsi alle logiche del potere e del profitto, ponendosi al di fuori del sistema di complicità sindacale che ha contribuito in modo determinante al processo di trasformazione e finanziarizzazione della sanità, col silenzio, la concertazione, la cogestione.</p>
<p>C’è un sindacalismo sano che non si fa intimidire, non abbassa la testa e continua a denunciare il marcio di un sistema che non ha più nella salute il proprio centro di interesse.</p>
<p>Per questo USB Sanità Lombardia ribadisce il proprio sostegno a Margherita Napoletano e a tutte le delegate e i delegati che ogni giorno difendono i diritti delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini.</p>
<p>Di fronte a questi attacchi la risposta può essere una sola: rafforzare la solidarietà tra le organizzazioni sindacali conflittuali, unire le lotte e respingere ogni tentativo di repressione nei luoghi di lavoro.</p>
<p>USB Sanità Lombardia sarà al fianco di Margherita in tutte le iniziative che verranno promosse per difendere la sua dignità, il diritto all'attività sindacale e la libertà di denunciare le ingiustizie</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 11:57:09 +0200</pubDate>
                        <title>Limbiate, educatori esclusi da PEI e GLO, a farne le spese sono sempre gli alunni con disabilità: USB denuncia le violazioni del Comune della normativa sull&#039;inclusione scolastica.</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/limbiate-educatori-esclusi-da-pei-e-glo-a-farne-le-spese-sono-sempre-gli-alunni-con-disabilita-usb-denuncia-le-violazioni-del-comune-della-normativa-sullinclusione-scolastica-1159.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sono già partite le richieste di accesso agli atti a tutte le scuole per i passati 5 anni. L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità del Comune di Limbiate poggia su un sistema che presenta profili di gravissima irregolarità rispetto alla normativa nazionale, ai diritti dei lavoratori e agli stessi principi che regolano la scuola pubblica. È quanto emerge dal confronto avviato nelle ultime settimane da USB sul servizio di Assistenza Educativa per l'Inclusione scolastica, dal quale affiora un quadro che va ben oltre le ordinarie criticità organizzative e che chiama direttamente in causa le responsabilità politiche e amministrative del Comune.</p>
<p><br /> Le segnalazioni raccolte descrivono un servizio nel quale il contenimento dei costi sembra prevalere sul diritto all'inclusione: monte ore insufficiente anche in presenza di bisogni educativi complessi, educatori costretti a seguire un numero eccessivo di alunni, continui cambi di riferimento educativo, frammentazione degli orari di lavoro e decurtazione dello stipendio quando l'alunno è assente.</p>
<p><br /> Ancora più allarmante è però quanto emerge rispetto al rispetto della normativa sull'inclusione scolastica. Secondo le segnalazioni raccolte, gli educatori verrebbero sistematicamente esclusi dai GLO, dai momenti di elaborazione e verifica dei PEI e dai confronti con specialisti e servizi territoriali, pur essendo le figure che operano quotidianamente nella realizzazione concreta dei progetti educativi individualizzati. Tali prassi configurano una violazione dell'impianto normativo che disciplina l'inclusione scolastica, svuotando di fatto il ruolo professionale degli educatori e compromettendo la qualità dei percorsi rivolti agli studenti con disabilità.<br /> Non si tratta quindi soltanto di una questione sindacale. Quando vengono esclusi dai processi decisionali coloro che costruiscono quotidianamente i percorsi educativi e quando il servizio viene organizzato secondo logiche esclusivamente economiche, ad essere compromesso è un diritto fondamentale degli alunni con disabilità, non un semplice modello organizzativo.</p>
<p><br /> A questo si aggiunge un clima lavorativo fortemente pressante, caratterizzato da modalità gestionali accentratrici che limitano progressivamente l'autonomia professionale degli educatori. Particolarmente significativo è il fatto che, pur essendo il servizio formalmente affidato alle cooperative sociali Hamal e Domi Group, la gestione operativa risulti fortemente condizionata dalle indicazioni dell'ente committente. Proprio per questo USB ritiene che il Comune non possa sottrarsi alle proprie responsabilità politiche e amministrative scaricandole integralmente sui soggetti gestori.</p>
<p><br /> Le cooperative, nel confronto avviato dal sindacato, hanno manifestato una prima disponibilità a discutere interventi migliorativi. Di segno opposto è invece l'atteggiamento dell'Amministrazione comunale. Nonostante le richieste di incontro formulate da USB, il Sindaco, l'Assessore competente e la Dirigenza comunale hanno scelto di non partecipare ad alcun confronto, mantenendo un silenzio che appare tanto più grave quanto più rilevanti sono le irregolarità denunciate.<br /> Per questo USB ha avviato un'ulteriore fase di verifica: abbiamo presentato richieste di accesso agli atti a tutti gli istituti scolastici coinvolti nell'appalto del Comune di Limbiate, con l'obiettivo di accertare documentalmente le modalità di gestione dei GLO, dei PEI e dell'organizzazione del servizio negli ultimi cinque anni. I primi Istituti intenzionati a collaborare ci hanno già contattato.</p>
<p><br /> Abbiamo dunque fatto una nuova richiesta di incontro all’Amministrazione. Qualora entro l'inizio del prossimo anno scolastico, e comunque entro il mese&nbsp;di settembre, tali situazioni non vengano sanate e la Dirigenza comunale non assuma pubblicamente una posizione rispetto alle pesanti irregolarità denunciate, che risultano essere state avallate dall'Amministrazione quando non direttamente determinate dalle sue scelte organizzative, USB procederà in tutte le sedi competenti per l'accertamento delle responsabilità.</p>
<p>Unione Sindacale di Base</p>
<p><br /> L'inclusione scolastica non può essere trasformata in un servizio al ribasso, né gli educatori possono essere ridotti a semplici esecutori privi di voce. Quando vengono compromessi gli strumenti previsti dalla legge per garantire i diritti degli alunni con disabilità, non è in gioco soltanto la dignità del lavoro: è in gioco la credibilità stessa delle istituzioni pubbliche chiamate a garantire quel diritto</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:16:41 +0200</pubDate>
                        <title>Pavia, ICS Maugeri diminuisce i prelievi ematici per mancanza di budget, il bilancio viene prima della salute</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/pavia-ics-maugeri-diminuisce-i-prelievi-ematici-per-mancanza-di-budget-il-bilancio-viene-prima-della-salute-1622.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>I fatti sono &quot;vecchi&quot; di circa due settimane: Normalmente, in casi che incidono direttamente su quello che dovrebbe essere il diritto alla salute, come quello segnalatoci dagli stessi lavoratori ancora prima dell'ufficialità, la denuncia pubblica è il primo atto della nostra azione ma questa volta abbiamo ritenuto opportuno attendere, certi che sarebbe accaduto, l'esplosione del caso così da non mettere in preallarme nessuno e per non essere accusati di urlare inutilmente &quot;al lupo, al lupo&quot;. Indicare ogni segnalazione di denuncia pubblica come falsa è un vezzo di quasi tutti i datori di lavoro, peccato che poi, quasi sempre ne viene confermata la veridicità. Prendiamo atto che per l'ennesima volta, e senza il minimo scrupolo, perché di questo si tratta, si dichiara ufficialmente che il bilancio pubblico (o privato che sia ma sempre di soldi pubblici) viene prima della salute delle persone (dire cittadini sarebbe riduttivo). Accade che agli ICS Maugeri di Pavia (struttura privata afferente al SSN) verrebbe, di fatto, imposto di passare dai circa 150 prelievi ematici al giorno a 10/20 (solo su prenotazione) per raggiunti limiti di budget, quanto meno questo è quello che recitano i corridoi del nosocomio pavese. Ora, le valutazioni dell'USB non possono che essere esclusivamente di respiro politico: O le strutture private accreditate al SSN fanno parte dell' &quot;offerta sanitaria&quot; di Regione Lombardia o non ne fanno parte. Premesso che azzarderemmo di pretendere un SSN interamente pubblico e universale, preso atto che in Italia, la Lombardia ne è caposcuola, si mette sullo stesso piano enti sanitari pubblici e imprese sanitarie private se non fosse che, per ragioni di bilancio, si limita fortemente l'accesso alle strutture sanitarie private accreditate con il SSN per mere necessità di bilancio. Va evidenziato che quanto appena scritto non ha niente a che fare con le prestazioni sanitarie erogate con costo interamente sull'utenza (solvenza, fondi assicurativi o altro), quella è un'altra cosa a cui partecipano di buon grado anche gli enti pubblici a mezzo della Libera Professione Intramoenia dei propri dipendenti. Allora ci chiediamo (la domanda è retorica): Quale sarebbe l'effetto positivo sulle persone in Italia, e non solo, rispetto al pareggio di bilancio inserito in Costituzione? Vero, uno c'è, abbassare l'aspettativa di vita per pagare, già pur ridicoli assegni pensionistici (tranne che per le élite), per meno tempo. in sintesi le strutture private in Lombardia erogano più prestazioni in regime SSN rispetto alle strutture pubbliche, quindi che si fa? Si limita il numero di prestazioni nelle prime ingolfando le seconde e risparmiando così sul numero di prestazioni erogate. Scacco matto. Però il problema principale sono i flussi migratori incontrollati. Sarebbe il caso che gli ICS Maugeri dicessero la loro così come ATS Pavia e, perché no, aggiungiamo anche anche il Dott. Mario Melazzini, DG dell'Assessorato al welfare di Regione Lombardia che di Maugeri fu anche Amministratore Delegato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato</p>
<p>Fed. Lodi-Pavia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:10:08 +0200</pubDate>
                        <title>Grave incidente in Tenaris Dalmine, vogliamo la sicurezza prima del profitto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/grave-incidente-in-tenaris-dalmine-vogliamo-la-sicurezza-prima-del-profitto-1413-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato&nbsp;13 giugno, presso lo stabilimento Tenaris di Dalmine, un lavoratore dipendente di una ditta esterna è rimasto gravemente ferito al volto durante un intervento all’interno dell’acciaieria.<br /> Da quanto si apprende, l’incidente sarebbe stato causato dal violento “effetto fionda” provocato dall’incastro momentaneo dello spintore del forno. Il rilascio improvviso della tensione avrebbe fatto partire il bozzello della gru, utilizzata abitualmente per questo tipo di lavorazioni, colpendo in pieno volto l’operaio.<br /> Dopo le prime medicazioni sul posto, il lavoratore è stato trasportato con l’elisoccorso a Brescia in codice rosso. Non sarebbe in pericolo di vita, ma risulta tuttora mantenuto in coma farmacologico indotto.<br /> L’impianto resterà sotto sequestro per tutto il tempo necessario al sopralluogo delle autorità competenti, che dovranno accertare la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.<br /> Come lavoratrici e lavoratori della Dalmine, troppe volte ci siamo detti che “qualche santo ci ha protetti” di fronte a incidenti, mancati incidenti e situazioni pericolose che non hanno prodotto vittime solo per caso. Pochissimo tempo fa, sempre nello stabilimento, si era già verificato un grave episodio con l’incendio di uno dei forni di riscaldo.<br /> Ma la sicurezza sul lavoro non può dipendere dalla fortuna, dai santi o dal caso.<br /> La sicurezza si costruisce ogni giorno, nei reparti, durante la produzione e durante le manutenzioni. Si costruisce con tempi adeguati, personale formato, procedure realmente applicate, controlli effettivi e pieno coinvolgimento dei lavoratori. Non si costruisce con gli slogan, con i tabelloni pubblicitari o con i corsi fatti solo per adempiere agli obblighi formali.<br /> Per USB il punto centrale è chiaro: quando si spinge sempre al massimo per ridurre i tempi di fermo, quando si scelgono appalti al ribasso, quando si pretende velocità invece di sicurezza, quando i lavoratori vengono messi sotto pressione per chiudere prima gli interventi, il rischio aumenta. E a pagarne il prezzo sono sempre lavoratrici e lavoratori, spesso quelli delle ditte esterne, più ricattabili, più esposti e meno tutelati.<br /> La sicurezza non può essere subordinata alla produzione, ai tempi aziendali o ai costi. Nessun capo, responsabile o preposto deve permettersi di fare fretta quando sono in gioco la salute e la vita delle persone. Ogni attività pericolosa deve poter essere fermata, ogni procedura deve essere verificata sul campo, ogni lavoratore deve essere messo nelle condizioni reali di lavorare senza rischiare la propria vita.<br /> Come Unione Sindacale di Base diciamo che non bastano le parole. Servono investimenti veri in prevenzione, manutenzione, organici, formazione e controlli. Serve il pieno coinvolgimento dei lavoratori, degli RLS e delle organizzazioni sindacali. Serve mettere fine alla logica degli appalti al ribasso, perché quando si risparmia sulla sicurezza si mette direttamente a rischio la vita di chi lavora.<br /> Il Collettivo Lavoratori Dalmine e l'USB, di fronte a questo gravissimo infortunio, indice uno sciopero di 8 ore dell’intera fabbrica. Le modalità saranno comunicate successivamente al dissequestro dell’impianto.<br /> Siamo vicini al lavoratore infortunato, alla sua famiglia e ai suoi colleghi. A lui va il nostro augurio di una pronta e completa guarigione.<br /> Ma non basta la solidarietà dopo gli incidenti. Serve cambiare subito il modo in cui si lavora.<br /> La salute e la vita dei lavoratori devono venire prima della produzione, prima dei profitti e prima di qualsiasi esigenza aziendale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 14 May 2026 13:14:09 +0200</pubDate>
                        <title>Ancora repressione a Milano: il 22 settembre è cambiato qualcosa e ne hanno paura!</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/ancora-repressione-a-milano-il-22-settembre-e-cambiato-qualcosa-e-ne-hanno-paura-1324.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Le grandi manifestazioni del 22 settembre dello scorso autunno hanno rappresentato un importantissimo punto di svolta nel paese, con la ripartenza delle grandi mobilitazioni popolari contro il genocidio in Palestina, contro lo stato nazisionista di Israele e tutti gli stati complici, tra questi sicuramente gli USA ma anche il governo italiano che, invischiato in una delle storie più crudeli e disumane della storia, ha continuato ad essere complice attivo ed ha avvertito come un pericolo vero il movimento che si è sviluppato e ingigantito in quei giorni.</p>
<p>La repressione che era iniziata nelle ore immediatamente successive, con i primi fermi, e che abbiamo condannato fermamente, continua ancora oggi: ieri infatti sono arrivati altri provvedimenti – misure cautelari e denunce a piede libero – contro altr3 compagn3 che hanno partecipato alla manifestazione del 22 settembre, giorno degli scontri alla Stazione Centrale di Milano.</p>
<p>Condanniamo con determinazione questa nuova ondata repressiva che colpisce qualunque soggettività provi a rompere un equilibrio “di sistema” sempre più basato su controllo e repressione. Succede nei posti di lavoro, così come nelle piazze.</p>
<p>L’USB sarà sempre dalla parte dei diritti e offre la propria solidarietà ai compagn3 colpiti dai provvedimenti, mettendosi a disposizione per ogni esigenza sul piano pratico, così come su quello legale.</p>
<p>Tutte cose che ribadiremo con forza nella giornata del nostro sciopero generale del 18 maggio.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 11 May 2026 10:41:17 +0200</pubDate>
                        <title>15 maggio convegno a Milano: la legge sullo sciopero in Italia è illiberale e va cambiata! Verso lo sciopero generale 18 maggio</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha stabilito che la normativa italiana che limita il diritto di sciopero è in contrasto con la Carta Sociale Europea.</p>
<p>Accogliendo il ricorso promosso dall’USB insieme ai giuristi che hanno sostenuto questa battaglia, il Comitato ha individuato violazioni principali nell’obbligo di dichiarare preventivamente la durata dello sciopero, nell’eccessiva estensione dei settori definiti essenziali e nel’abuso dei periodi di franchigia e del meccanismo della rarefazione.</p>
<p>L’Italia è ora chiamata a modificare la legge 146 del 1990 e a ripristinare pienamente il diritto di sciopero, strumento fondamentale per i lavoratori e per la democrazia.</p>
<p>Questa decisione dà un’indicazione politica in forte contrasto con l’azione della Commissione di Garanzia che ha infatti emesso pesanti sanzioni contro gli scioperi proclamati lo scorso autunno in solidarietà con la Global Sumud Flotilla e con il popolo palestinese e contro il governo Meloni che anche ora sceglie un’altra volta la sostanziale complicità politica con Israele e il silenzio davanti al sequestro degli attivisti,.</p>
<p>La risposta del governo e della Commissione di Garanzia conferma quanto il diritto di sciopero venga colpito proprio quando diventa uno strumento reale di opposizione politica e sociale. La decisione del Comitato Europeo per i Diritti Sociali rimette al centro del dibattito politico questa deriva: limitare il diritto di sciopero significa limitare la possibilità concreta dei lavoratori di opporsi alla guerra, al riarmo e alle politiche di impoverimento sociale.</p>
<p>Lunedì 18 maggio sarà di nuovo sciopero generale, contro genocidio, guerra, riarmo, repressione e complicità del Governo italiano e dell’Europa, per la rottura dei rapporti con Israele e l’embargo totale, per la liberazione immediata e senza condizioni di Thiago e Saif e di tutti gli attivisti fermati.&nbsp;</p>
<p>Il 23 maggio sarà manifestazione operaia nazionale a Roma: &nbsp;contro l'economia di guerra, contro il crescente coinvolgimento nei conflitti, per continuare a costruire organizzazione e forza collettiva dei lavoratori che producono la ricchezza di questo Paese, insieme a giovani, pensionati, dentro una prospettiva comune</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 08 May 2026 15:00:58 +0200</pubDate>
                        <title>Iniziativa di USB Fed. Lodi-Pavia-Tavolo Comunale a contrasto dello sfruttamento della manodopera nella piccola ristorazione</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto parte verso la fine del 2024, dopo che come USB insieme alla Federazione del Sociale/Radio Aut (circolo arci universitario con un bel peso politico e sociale&nbsp; in una città universitaria come Pavia), nei due anni precedenti avevamo tentato di organizzare gli studenti lavoratori/lavoratori utilizzati come manodopera da trattare, in molti casi, come &quot;esercito industriale di riserva&quot;. Dopo le poche e prime iniziative be riuscire (sciopero e cortei serali per i locali), si era notata una seria difficoltà ad organizzare i lavoratori di questo comparto, settore di lavoro atomizzato, polverizzato, e l'avere un esercito di studenti lavoratori che dopo un primo approccio apparivano grossomodo disinteressati nel compiere azioni forti a contrasto del loro stesso sfruttamento, non faceva che aumentare di molto questa difficoltà. La soluzione che abbiamo trovato, pianificato e messa in atro insieme a Radio Aut e, a questo punto con un buon primo risultato strategico, è stata quella di tentare di portare il &quot;conflitto&quot; all'interno di tavoli istituzionali. Dopo un primo incontro con la Giunta comunale appena insediatasi e l'appoggio di un consigliere comunale indipendente, inizia tutto il percorso che porta a quanto scritto, in modo non propriamente esatto, dalla stampa locale nella giornata di&nbsp;oggi, 08, Maggio 2026. L'importante iniziativa, sempre su proposta dell'USB e di Radio Aut, è poi proseguita attraverso altri incontri alla presenza delle altre OO.SS., organizzazioni datoriali, organizzazioni universitarie oltre che agli assessori coinvolti fino ad arrivare alla presenza congiunta di ITL, Inps e INAIL. Il risultato di&nbsp;oggi&nbsp;segna un traguardo importante perché si riconosce la bontà della nostra presa di posizione e la non più rinviabile necessità di porre un argine allo sfruttamento della manodopera a partire da questo settore. Da qui in poi vedremo se l'osservatorio sarà davvero in grado di arginare questo sistema, anche a tutela di svolge la propria attività in onestà.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 06 May 2026 12:21:27 +0200</pubDate>
                        <title>Il 7 maggio è sciopero della scuola. In Lombardia tre importanti manifestazioni di USB Scuola</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/il-7-maggio-e-sciopero-della-scuola-in-lombardia-tre-importanti-manifestazioni-di-usb-scuola-1241.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>A&nbsp;<strong>Milano&nbsp;</strong>dove si svolgerà il corteo che dalla prefettura porterà fino a piazza Gaza, a&nbsp;<strong>Bergamo&nbsp;</strong>a partire dalle 09:00 in prefettura, a&nbsp;<strong>Brescia&nbsp;</strong>a partire dalle 10 in piazza Paolo IV.</p>
<p><strong>USB Scuola Lombardia e la Rete dei Tecnici, OSA e Cambiare Rotta</strong>&nbsp;saranno in piazza per il ritiro della&nbsp;<strong>riforma dei tecnici</strong>&nbsp;imposta in maniera violenta da un governo che non ha voluto ascoltare la voce di chi la scuola vive: docenti, personale ATA, studenti e famiglie; per rivendicare&nbsp;<strong>salari&nbsp;</strong>adeguati al costo della vita sempre più esoso a causa delle politiche guerrafondaie e di riarmo dell’Italia e dell’Europa, per esigere il ritiro del&nbsp;<strong>decreto legislativo 62/2024&nbsp;</strong>che riduce l’inclusione degli&nbsp;<strong>studenti e degli alunni con disabilità</strong>, da cui conseguono ulteriori tagli agli organici, contro la&nbsp;<strong>militarizzazione&nbsp;</strong>delle scuole e l’instradamento verso le carriere militari dei nostri studenti.</p>
<p>Alla Scuola Pubblica Statale occorrono&nbsp;<strong>investimenti</strong>: in&nbsp;<strong>organici</strong>, con la stabilizzazione dei precari e la riduzione del numero di alunni nelle classi; in&nbsp;<strong>edilizia</strong>, con la ristrutturazione degli edifici cadenti e la costruzione di nuovi edifici adeguati; in&nbsp;<strong>stipendi&nbsp;</strong>per un personale sempre più maltrattato; in&nbsp;<strong>cultura</strong>, con il ritiro delle linee guida nazionaliste e indirizzate alle competenze e alla mansuetudine del futuro lavoratore sfruttato e non allo sviluppo armonioso e consapevole della persona.</p>
<p>La&nbsp;<strong>manifestazione di Milano</strong>&nbsp;partirà dalla&nbsp;<strong>prefettura</strong>, con raduno in piazza 11 settembre 2001 e si snoderà in un percorso che arriverà fino a&nbsp;<strong>Piazza Gaza&nbsp;</strong>(ex piazza della Scala), la stessa piazza in cui USB, OSA, Cambiare Rotta, tante altre forze sociali, sindacali e politiche, da settembre portano avanti con costanza, coerenza e nella consapevolezza del collegamento tra tutti i temi in questione, la lotta contro il genocidio palestinese, la militarizzazione delle scuole e l’economia di guerra del governo Meloni.</p>
<p>USB Scuola Lombardia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 12:24:52 +0100</pubDate>
                        <title>Per una scuola sicura servono investimenti, non metal detector!</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/per-una-scuola-sicura-servono-investimenti-non-metal-detector-1233-2-2.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo con sgomento quanto avvenuto oggi a Trescore, in provincia di Bergamo, dove una docente è stata vittima di un grave episodio di violenza da parte di uno studente. A lei va la nostra piena solidarietà, insieme alla vicinanza a tutta la comunità scolastica coinvolta.</p>
<p>Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto che interroga profondamente il ruolo della scuola nella società e le condizioni in cui lavoratori e lavoratrici dell’istruzione sono chiamati a operare ogni giorno. La sicurezza di chi vive la scuola - docenti, personale ATA, studenti e studentesse - non può essere ridotta a una questione di ordine pubblico né affrontata con misure esclusivamente securitarie.</p>
<p>Respingiamo con forza la retorica del “metal detector” come soluzione. Si tratta di uno specchietto per le allodole, utile forse a costruire consenso immediato, ma del tutto inefficace nel prevenire le cause profonde del disagio e della violenza che sempre più spesso emergono anche nei contesti scolastici.</p>
<p>Quella violenza è il riflesso di una società che abbandona i giovani e le periferie, che lascia sole le scuole, soprattutto quelle più fragili, e che svuota progressivamente il ruolo educativo dell’istruzione pubblica. I docenti sono sempre più delegittimati, privati di autorevolezza sociale, spesso bersaglio di attacchi e dileggio, anche da parte delle famiglie.</p>
<p>Questo governo, in continuità con quelli precedenti, continua a investire sulla repressione e su misure securitarie, mentre parallelamente taglia risorse fondamentali: personale docente e ATA di ruolo insufficiente, riduzione del tempo scuola e del monte ore di discipline trasversali e specializzanti, carenza cronica di psicologi scolastici, azzeramento o drastico ridimensionamento dei progetti di educazione all’affettività e alle emozioni, abbandono delle scuole di periferia.</p>
<p>Non si costruisce sicurezza senza investimenti reali nella scuola e nel sociale. Non si previene la violenza senza restituire centralità all’educazione, senza sostenere i territori più difficili, senza rafforzare le comunità educanti.</p>
<p>USB Scuola ribadisce con forza che la sicurezza non si garantisce con strumenti di controllo, ma con politiche strutturali: più risorse, più personale, più supporto psicologico, più tempo scuola, più attenzione alle relazioni e al benessere.<br /> Senza un’inversione radicale di rotta, episodi come quello di oggi non saranno eccezioni, ma rischiano di diventare tragica normalità.</p>
<p>Continueremo a batterci per una scuola pubblica che sia luogo di crescita, sicurezza reale e dignità per tutte e tutti.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 16:48:31 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea pubblica, educatrici cooperative sociali sabato 4 aprile ore 15.00, sede Usb Bergamo, Via Longo 20 educatrici ed educatori: è ora di farci sentire</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/assemblea-pubblica-educatrici-cooperative-sociali-sabato-4-aprile-ore-1500-sede-usb-bergamo-via-longo-20-educatrici-ed-educatori-e-ora-di-farci-sentire-1649.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’assemblea di&nbsp;sabato&nbsp;vuole essere un primo momento pubblico di confronto e organizzazione collettiva dedicato a una categoria che svolge un lavoro essenziale per la tenuta sociale dei territori ma che continua a operare in condizioni di forte precarietà, bassi salari e scarsa tutela.<br /> Il lavoro educativo rappresenta uno dei pilastri invisibili del welfare locale: si lavora nelle scuole, nei servizi per la disabilità, nei progetti territoriali, nei percorsi di inclusione sociale. Eppure, a fronte di responsabilità altissime e competenze professionali sempre più richieste, le condizioni contrattuali restano tra le più fragili del sistema dei servizi.<br /> È inaccettabile che chi garantisce quotidianamente inclusione, supporto e diritti alle persone più fragili debba lavorare senza tutele adeguate e senza stabilità economica.<br /> Troppo spesso il sistema degli appalti e delle cooperative sociali si regge su un equilibrio inaccettabile: servizi indispensabili garantiti da lavoratrici e lavoratori sottopagati.<br /> Alle lavoratrici e ai lavoratori viene chiesto ogni giorno di supplire con la propria disponibilità personale e con il proprio senso di responsabilità sociale alle carenze strutturali del sistema. Un meccanismo che negli anni ha prodotto un vero e proprio ricatto emotivo, dove la qualità della relazione educativa viene utilizzata per giustificare salari bassi, precarietà e assenza di diritti.<br /> Tra le principali criticità riscontrate emergono:<br /> - livelli retributivi troppo bassi;<br /> - l’assenza di continuità salariale durante i periodi di sospensione dei servizi;<br /> - l’utilizzo della banca ore come strumento di gestione unilaterale da parte delle cooperative;<br /> - carichi di lavoro elevati e crescente esposizione a situazioni di stress e conflitto.<br /> <br /> Per queste ragioni rivendichiamo con chiarezza la necessità di internalizzare i servizi educativi, l’abolizione della banca ore e la piena continuità salariale per tutte le educatrici e tutti gli educatori.<br /> Internalizzare i servizi significa restituire dignità al lavoro educativo, stabilità ai lavoratori e qualità ai servizi per l’utenza. Significa uscire dalla logica dell’appalto al massimo ribasso che negli anni ha impoverito lavoratrici, lavoratori e territori.<br /> È il momento di incontrarci, confrontarci e costruire insieme un percorso collettivo di rivendicazione.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 21:06:40 +0100</pubDate>
                        <title>Grave atto repressivo contro l&#039;USB a Brescia</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/grave-atto-repressivo-contro-lusb-a-brescia-2108.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il GIP di Brescia ha condannato ad una pesante ammenda Dario Filippini, coordinatore provinciale dell’USB.&nbsp;<br /> All’origine della condanna c’è la manifestazione del 30 dicembre scorso tenutasi in Piazza Paolo VI, in cui centinaia di bresciani participarono ad una pubblica assemblea per protestare contro l’arresto di Mohammad Hannoun e di altri dirigenti palestinesi, &nbsp;accusati ingiustamente di terrorismo.<br /> La partecipata assemblea si era svolta pacificamente e senza alcun incidente, ma ciò nonostante il nostro dirigente sindacale è stato denunciato e poi condannato.&nbsp;<br /> Il motivo ha dell’incredibile: Dario Filippini, pur avendo preavvisato alla Questura la manifestazione, non avrebbe rispettato le tempistiche previste. Così, sulla base dell’art. 18 TULPS, &nbsp;la Questura di Brescia, da tempo impegnata in una costante e diffusa iniziativa di rappresaglia repressiva verso i movimenti e le lotte, ha denunciato il sindacalista.<br /> È un fatto gravissimo, che fa il paio con il nuovo Decreto Sicurezza che prevede la comminazione di decine di migliaia di euro di multa ai manifestanti da parte del Prefetto unicamente sulla base di semplici procedure amministrative, limitando di fatto ogni garanzia difensiva.<br /> Non solo. Il Questore di Brescia ha ritenuto al contempo che Dario, in quanto promotore di assemblee e manifestazioni pubbliche in qualità di dirigente sindacale di USB, fosse un soggetto pericoloso e ha emesso nei suoi confronti l’avviso orale ex art. 3 d.lgs n°159/2011, intimandogli di tenere comportamenti adeguati.<br /> Un atto gravissimo che cerca di intimidire e delegittimare la lotta sindacale di USB, reputando socialmente pericoloso il ruolo di un dirigente del sindacalismo di base.<br /> È lo Stato di polizia che si diffonde ed afferma.<br /> La USB, nell’esprimere totale solidarietà e pieno sostegno a Filippini, si difenderà dalle accuse mosse e risponderà con la mobilitazione. È necessario reagire alla politica repressiva e allo Stato di polizia che il Governo Meloni sta imponendo. Per questo manifesteremo a Roma il 14 marzo.&nbsp;</p>
<p>USB invita tutte le forze e le persone che si sono mobilitate in questi mesi a Brescia a partecipare a un&nbsp;<br /> INCONTRO PUBBLICO CONTRO LA REPRESSIONE&nbsp;<br /> MARTEDÌ 10 MARZO ORE 17&nbsp;<br /> Presso la sede USB di Brescia<br /> Via Corsica 142&nbsp;<br /> NO ALLO STATO DI POLIZIA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 17:27:23 +0100</pubDate>
                        <title>USB e OSA presentano il film documentario &quot;D&#039;Istruzione pubblica&quot; a Milano il 12 marzo</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/usb-e-osa-presentano-il-film-documentario-distruzione-pubblica-a-milano-il-12-marzo-1731.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 12 marzo alle 18.00 USB Scuola e OSA organizzano la presentazione del film “D’Istruzione pubblica”, documentario sullo smantellamento della scuola pubblica che sta suscitando grande interesse tra lavoratrici e lavoratori della scuola, tra le studentesse e gli studenti, ma anche tra le persone non direttamente coinvolte dalle tematiche trattate.</p>
<p>USB Scuola e OSA affrontano quotidianamente le problematiche concrete nate dalle varie “riforme” della scuola, dalla legge sull’autonomia al PCTO fino ad arrivare alle proposte sulla limitazione della libertà di espressione di Gasparri e Romeo. Non da ultimo, riteniamo fondamentale portare avanti una battaglia delle idee che culmini nella data del 14 marzo in occasione della manifestazione nazionale per il NO sociale al governo Meloni e alla scuola reazionaria di Valditara!</p>
<p>Per consentire un approfondimento e creare un momento di riflessione comune, al termine della proiezione ci tratterremo in dibattito con il dott. Lorenzo Varaldo, autore del film, esponenti di OSA e USB Scuola e la platea. La necessità di discutere della scuola, di condividere idee, proposte e necessità concrete potrà trovare uno spazio di libera espressione.<br /> Invitiamo tutte e tutti gli interessati al cinema Orizzonte in piazza Damiano Chiesa alle 18.00 del 12 marzo per assistere insieme alla proiezione e partecipare al successivo dibattito!</p>
<p><strong>I biglietti possono essere acquistati esclusivamente al link&nbsp;<a href="https://form.jotform.com/260563737339061?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExYmhVdU95blVTYUdVaU92QXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR41JGuEISlGDVLUZGeQNgIB_N0Rzb_ueu-xpEoiyL-HBcjbGAuolaFyNTLGAg_aem_p9raEjzAmNRv0SVW35eQFg" target="_blank" attributionsrc="/privacy_sandbox/comet/register/source/?xt=AZbQf4d12xKwJn4gpaRxjh4e5uKc9Brj_uUQvpmAWGd-8_wyFVeuqvkjrdt3Zp_KC72HbJ_e08M0mHNDRViV3Xl6Fgb5RgVsi319Ly1xkIRhLx5mmi3qtuRROjrXmPxs4pxH-Ur995r73N5CaPPKkVnvzbueFzOOmSl3DhOiEgkUsVMhLkUbAAK4UYcGKO4pYrW1z-mIEu0siGs2EuUpLvIuSbnX80RdgnXpZHEkLEmaAkN_1ymZ4wsarwvbNHjQmdKmMarDnqKklgFC5NjhrDCkvWTPt82Z3oKUMX86DN3LKpJsoPQsBUdB1YzX213Sdnp8oJSxxmFuIcioJEa_xKgnKTDJk77gvGBvqQoONpsyh2E2vxW4tLiHRxVu2zn7I9dCnIGV0KJ61ZtnQbOLcM7Euf_urAK2DDnYzqGA4BmkaHwpbQ5q1x7_hchYkKiKIMQQEJOLn9vI9NqRseZxWXKvS5Esrk9mSt7XiPkz5VZp9BwJPYPog-Gsftb8beL6TYLoeBzEsAmc0h7qZmCw3gTzKCdGZ2MqryJkQZBCPKQhjc6_UySm-LThBzNB9eA0niS4-wPTK6aM5Ka5TOth_ranLzg78m1ILONwq75vp1vs3AOPiwfB9P8_c_IaHvH-_jA-bfJv7F9GdvC45rOkAT9qmwpZ6pXfSk1xEfc2MhnOlH9YYVC9mKtbxvTjMdwft-eO5dZ8pe9Lyl7rWCp_2Ga9g3OlD6YGintZriCwsFRBxbCWoOFvM2lmLlm373L_l_a01DOKET7_T4sSQBx6TjD28T57R6MmtiDxQSAbSLx9jjI8USAEyUE-6Vy2cq7BCTyLlckxJOGYQfL_A0sywZoIG7NrgqPiZ2jefHqclrA5UX3JxWh-Ex7TAR3T2MMe41dQ4PLsMsIxutaHeebN86uN2lES9aLSQ0WHyW2p3CZfqYVU06W4-ib4uMb3Ec7egxk2zfOmLS7cGGMvKkySv_pdPckI05-22klwsG_KfX65eQtl0tRJ_QMYiTSQAEvzCJvUD0QHsCKh1tLuRvVk5ZD2ank-q3E3Lk_z4C_hUdrDg2o2IpvhmHDJQ55cvpp-aCE" rel="noreferrer nofollow" role="link" tabindex="0">https://form.jotform.com/260563737339061</a></strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 12:49:39 +0100</pubDate>
                        <title>Sicurezza è salario, diritti e tutele. Assumeteci tutti con il Ccnl logistica. Lunedi 2 marzo ore 16.00, viale Monza 140, Milano</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il commissariamento di Foodinho (Glovo) per caporalato non è un episodio marginale: è la fotografia di un modello fondato su sfruttamento, precarietà e negazione sistematica di diritti. I rider hanno lavorato per anni come finte partita iva ricevendo compensi insufficienti, senza tutele piene, con il costo del mezzo e della sicurezza scaricato sulle loro spalle.<br /> <br /> La retorica dell’autonomia e del “lavoretto” occasionale è servita a lungo ad abbattere il costo del lavoro, ma&nbsp;oggi&nbsp;è ormai caduta: è evidente a tutti che il lavoro dei rider è pienamente inserito nella filiera della logistica dell’ultimo miglio, organizzato e controllato dalle piattaforme, che attraverso l’algoritmo hanno creato un vero e proprio caporalato metropolitano. Lo sfruttamento non riguarda solo le campagne del Sud Italia, ma attraversa le metropoli e assume forme nuove.<br /> <br /> Questa vicenda non riguarda solo i rider. È il segnale di una condizione più generale che attraversa ampi settori del lavoro nel nostro Paese: salari che non tengono il passo con l’aumento dei prezzi, affitti sempre più insostenibili, inflazione che erode ogni entrata, precarietà permanente e diritti negati.<br /> Un peggioramento causato anche da scelte politiche precise, segnate dall’economia di guerra e dall’aumento delle spese militari, mentre si comprimono salari, welfare e investimenti sociali.<br /> <br /> E mentre cresce l’insicurezza materiale di chi lavora e fatica ad arrivare a fine mese, il governo Meloni risponde parlando di “sicurezza” ed emanando nuovi decreti che restringono gli spazi di agibilità democratica e criminalizzano il dissenso.<br /> Si produce impoverimento e precarietà e poi si prova a governarne gli effetti sul terreno dell’ordine pubblico.<br /> <br /> Noi rifiutiamo questa impostazione. La sicurezza reale è salario, diritti e tutele.<br /> <br /> Per i rider significa stabilità contrattuale, tempo pieno e salari adeguati all’inflazione e non compensi a cottimo determinati da un algoritmo; contributi pienamente versati, ferie, malattia.<br /> <br /> Significa potersi organizzare sindacalmente e anche spezzare il ricatto che lega precarietà lavorativa, diritto all’abitare e permesso di soggiorno.<br /> <br /> In un settore composto in larga parte da lavoratori immigrati, l’insicurezza amministrativa diventa uno strumento di controllo. Noi rivendichiamo la regolarizzazione per tutte e tutti coloro che realmente producono la ricchezza in questo Paese.<br /> <br /> E significa anche sicurezza sul lavoro reale: i rider consegnano ogni giorno nel traffico delle grandi città, in condizioni climatiche avverse ed estreme, giorno e notte, con mezzi interamente a loro carico e senza adeguati dispositivi di protezione individuale.<br /> La bicicletta, lo scooter o la macchina usati per le consegne non sono un dettaglio: sono il primo strumento di protezione.<br /> Se il mezzo è precario, se la paga è bassa, se la manutenzione grava sul lavoratore, se la corsa contro il tempo per ottenere la consegna successiva diventa la regola, allora il rischio viene strutturalmente scaricato su chi lavora, mettendo a repentaglio la loro vita.<br /> <br /> Il 2&nbsp;marzo&nbsp;a Milano alle ore 16.00 presso il CFUP in Viale Monza 140 promuoviamo come USB un momento pubblico di confronto e rilancio sul settore rider proprio a partire da questa consapevolezza. Il convegno nasce per trasformare le vertenze in proposta generale e piattaforma rivendicativa.<br /> <br /> Il nostro obiettivo è chiaro: Pagamento delle differenze retributive e contributive pregresse; Riconoscimento pieno della subordinazione; Assunzione diretta di tutti i rider; Applicazione del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.<br /> <br /> Real job, real contract non è solo uno slogan.<br /> È la condizione perché la sicurezza smetta di essere infima propaganda e diventi salario, diritti e tutele reali.<br /> <br /> <strong>Slang USB<br /> Federazione del Sociale USB</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 12:43:28 +0100</pubDate>
                        <title>Colpire uno per intimidire tutti: licenziamento ritorsivo contro un lavoratore USB che difende salute e sicurezza</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Lavoro Privato denuncia con forza il licenziamento di Antonio Consiglio, lavoratore della società Starmobility spa: un atto gravissimo che configura un attacco diretto al diritto alla salute, al diritto di parola e all’azione sindacale, in un settore che eroga un servizio pubblico essenziale e che dovrebbe avere nella sicurezza un principio non negoziabile.</p>
<p>Nel gennaio 2025, a seguito dell’imposizione reiterata dell’utilizzo di un mezzo più volte segnalato come inidoneo alle sue condizioni di salute, Antonio dovuto ricorrere al Pronto Soccorso. Da quel momento, il lavoratore ha legittimamente rifiutato l’utilizzo di quel mezzo e di un altro mezzo “gemello”, affetti dalle medesime criticità, entrambi tra i più vecchi dell’intera flotta. Un rifiuto limitato, motivato e accompagnato dalla costante disponibilità a prestare servizio su mezzi idonei, senza mai sottrarsi al lavoro né compromettere la continuità del servizio pubblico. I mezzi, vecchi di 19 anni, avrebbero dovuto essere dismessi già da tempo, come previsto dal contratto di servizio di Starmobility. Ma l’azienda non è attenta alla cura dei mezzi, infatti nel dicembre 2025 un autobus in servizio ha perso entrambe le ruote durante la marcia. Un evento che solo per circostanze fortuite non ha provocato feriti o vittime e che conferma drammaticamente quanto USB denuncia da tempo in merito all’assenza di un’adeguata manutenzione del parco mezzi.</p>
<p>Il licenziamento di Antonio, delegato di USB, avvenuto nella stessa data dell’esposto presentato da USB contro l’azienda, con il pretesto di un’intervista rilasciata dal delegato a proposito della mancanza di sicurezza per i lavoratori e per l’utenza.</p>
<p>Questo licenziamento rappresenta un attacco frontale al diritto fondamentale alla tutela della salute, ma anche un attacco politico diretto a USB, l’unica sigla che ha denunciato una situazione allarmante. Colpendo un singolo lavoratore si tenta di colpire l’organizzazione sindacale che lo rappresenta, delegittimando chi ha portato alla luce criticità gravi, documentate e oggi confermate dai fatti.</p>
<p>USB ha coinvolto le forze politiche di opposizione in Consiglio Comunale, arrivando alla redazione di una mozione che verrà discussa il giorno 10 febbraio, portando la vicenda all’interno delle sedi istituzionali e rendendo pubblica una situazione che qualcuno avrebbe voluto continuare a tenere nell’ombra.</p>
<p>Colpire Antonio significa colpire USB, l’unica organizzazione sindacale che ha denunciato pubblicamente una situazione allarmante fatta di disservizi, mezzi vetusti, carenze manutentive e rischi concreti per lavoratori e utenza.</p>
<p>USB Lavoro Privato sarà al fianco del lavoratore in tutte le sedi sindacali, legali, politiche e di mobilitazione. Siamo pronti a ogni iniziativa e a ogni strumento di lotta necessario per tutelare l’ennesima vittima di questo sistema, per difendere la dignità del lavoro, la salute e la sicurezza collettiva.</p>
<p><strong>La salute non si negozia.</strong></p>
<p><strong>La sicurezza non si licenzia.</strong></p>
<p><strong>Chi denuncia non sarà mai lasciato solo.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:46:01 +0100</pubDate>
                        <title>Lombardia - Entrate, sfratto Edificio di via Manin-Moscova: Giovedì 19 Febbraio 2026 SCIOPERO del personale</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/lombardia-entrate-sfratto-edificio-di-via-manin-moscova-giovedi-19-febbraio-2026-sciopero-del-personale-1153.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Era l'11 settembre del 2024 quando si è svolta una surreale riunione con cui, sulla vicenda dello sfratto dallo stabile di via Manin-Moscova, la DR Lombardia dell’Agenzia delle Entrate aveva tentato di minimizzare ciò che stava accadendo.</p>
<p>Una riunione in cui erano state fornite ai sindacati una serie di rassicurazioni che certamente avevamo da subito ritenuto insufficienti ma che a breve distanza si sono poi rivelate destituite di fondamento. solamente il tentativo da parte dell’agenzia delle entrate di gettare acqua sul fuoco e di confondere le idee al personale, per potersi muovere liberamente sottotraccia e poter confezionare alle colleghe e ai colleghi che prestano servizio in via Manin un'amara sorpresa.</p>
<p>Un &quot;pacco regalo&quot; presentato a distanza di un anno con la notizia del trasferimento in zone estremamente periferiche della città e mal collegate con i mezzi pubblici a cui si aggiunge la stessa nefasta sorte per le strutture della direzione provinciale ii di Milano, già a loro volta reduci dalla inopinata dismissione nel 2020 dell'altra storica sede entrate di Milano, per più di 30 anni ubicata in via Ugo Bassi (zona stazione Garibaldi).</p>
<p>L'agenzia sta abdicando al suo ruolo di prossimità con i contribuenti, garantito dal precedente modello di capillare distribuzione dei suoi uffici nell'area metropolitana di Milano. una deriva che comporterà un grave disagio per la cittadinanza ed un evidente&nbsp;<em>minus</em>&nbsp;nei servizi garantiti alla collettività, che le OO.SS. stanno tentando di scongiurare interessando le municipalità milanesi, nell'ottica di favorire il dialogo tra istituzioni (che è stato purtroppo fino ad oggi assente).</p>
<p>Di fronte ad un’agenzia arrogante ed indifferente alle esigenze del personale ed ai tentativi compiuti dalla parte sindacale al fine di giungere ad una soluzione equilibrata e ragionevole è arrivato il momento di dare corso al mandato di sciopero ricevuto dalla partecipatissima assemblea del 2 dicembre, con relativa manifestazione per le strade della città di Milano.</p>
<p>Il 19 febbraio sarà sciopero del personale dell'agenzia delle entrate della città metropolitana di Milano con manifestazioni per le vie della città.</p>
<p>USB PI CGIL CISL UIL Confsal-UNSA FLP</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:37:04 +0100</pubDate>
                        <title>APERTA AI CRIMINALI DELL’ICE A CHIUSA AI LAVORATORI: LA MILANO CHE NON VOGLIAMO!</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/aperta-ai-criminali-dellice-a-chiusa-ai-lavoratori-la-milano-che-non-vogliamo-1139.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Per il prossimo 6 febbraio, in occasione dello sciopero internazionale dei lavoratori portuali, abbiamo chiesto uno spazio in Piazza della Scala per un breve presidio e per incontrare <strong>Chris Smalls</strong>, sindacalista USA di Amazon e attivista che in questi giorni è in Italia per partecipare alla manifestazione che si terrà a Genova lo stesso giorno.</p>
<p>Il divieto istituzionale è stato forte e chiaro, quel giorno il centro di Milano sarà chiuso ad ogni forma di aggregazione e di dissenso, così come gran parte della città. In concomitanza con l’inaugurazione dei giochi olimpici, il suolo che è vietato a lavoratrici e lavoratori potrà però essere calpestato dai nazisti dell’ICE che saranno presenti in città con le mani che ancora grondano del sangue innocente dei cittadini uccisi a Minneapolis.</p>
<p>La nostra iniziativa è stata “confinata” fuori dalla zona rossa, in Piazza Leonardo da Vinci, dove alle ore 14, insieme a Chris Smalls incontreremo i giornalisti e i cittadini per parlare:</p><ul> 	<li>della situazione negli Stati Uniti venutasi a determinare dopo gli ultimi eventi di Minneapolis&nbsp; e le scelte di politica nazionale e internazionale di Trump</li> 	<li>delle ragioni dello sciopero internazionale dei lavoratori e lavoratrici portuali che hanno avuto e continuano ad avere un ruolo di fondamentale importanza contro il genocidio che si continua a consumare in Palestina; così come contro la logica bellicista che sta pervadendo il mondo e che l’occidente guida in modo scriteriato</li> 	<li>della situazione della Milano “olimpica” che ha visto un’accelerazione nel processo di gentrificazione e di speculazione edilizia – come raccontano sempre più chiaramente le cronache giudiziarie – così come in una deriva securitaria che ha registrato un’altra vittima la scorsa settimana.</li> </ul><p>Le iniziative messe in campo negli scorsi mesi sulla vicenda Palestinese, rispondono alla stessa logica repressiva che si sta facendo sempre più evidente ovunque, nelle nostre società, e che presto, temiamo, troverà un’ulteriore deriva, come dimostrano i decreti in discussione e in fase di approvazione in parlamento, finalizzata a soffocare il dissenso in ogni sua forma.</p>
<p>Ecco perché continueremo le nostre lotte in difesa delle libertà, dei diritti, contro la guerra e la politica di riarmo e contro il genocidio del popolo palestinese del quale appoggiamo la resistenza.</p>
<p>Appuntamento il 6 febbraio alle 14 in Piazza Leonardo, da dove partiremo poi verso Genova per lo sciopero internazionale dei porti!</p>
<p>USB Lombardia</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 Jan 2026 14:00:00 +0100</pubDate>
                        <title>Palestina, Venezuela: il diritto internazionale (e non solo) è morto! Il 10 gennaio,corteo a Milano</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/palestina-venezuela-il-diritto-internazionale-e-non-solo-e-morto-il-10-gennaiocorteo-a-milano-0003.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USA e Israele si comportano da autentici stati terroristi. Il mondo guarda. L’Europa è morta.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con una velocità inimmaginabile, continua una trasformazione (trasfigurazione, forse rende più l’idea) del mondo determinata soprattutto dalla crisi del sistema capitalistico che per provare a mantenersi in vita deve macchiarsi di reati e crimini sempre più efferati, come dimostra l’azione criminale degli USA in Venezuela (contro una stato sovrano) che arriva dopo 28 mesi di genocidio in Palestina nel quale israele ha avuto negli statunitensi, democratici e liberali, un alleato inossidabile.</p>
<p>Le avvisaglie erano arrivate già qualche giorno fa, quando la magistratura italiana aveva deciso l’arresto di nove militanti palestinesi con i quali abbiamo condiviso le piazze degli ultimi due anni, con l’accusa di favoreggiamento del terrorismo. Un accusa che dimostra quanto il nostro paese (e noi con esso) sia caduto in basso e non conti più nulla nello scenario internazionale, dal momento che le accuse sono state formulate a partire da un fascicolo di 1000 pagine consegnato a mano da un agente dei servizi segreti israeliani direttamente alla Procura di Genova. A questo siamo arrivati!</p>
<p>Abbiamo avuto modo di informarci con i legali che seguono la vicenda e tutti concordano che il fascicolo di 300 pagine preparato dal PM di Genova sia ideologico,&nbsp; infarcito di teorie e supposizionj ma non contiene nemmeno uno straccio di prova a carico degli arrestati.</p>
<p>Insomma, è repressione ovunque ci sia disaccordo con i dettami dei padroni del mondo e dei loro servi: che si tratti di stati, popoli, organizzazioni o singoli militanti, l’ordine è uno solo: reprimere, arrestare, condannare, eliminare; com’è noto in tutta Europa si moltiplicano gli arresti di militanti con l’accusa di terrorismo per aver semplicemente denunciato il genocidio.</p>
<p>Intanto l’Europa si arma: 800 miliardi di euro saranno investiti in armamenti e ovviamente saranno frutto di altri tagli a sanità scuola, ricerca, servizi pubblici … e salari.</p>
<p>Ma le armi non bastano. Non più. Serve qualcuno che le usi. E allora da qui parte la proposta di ripristinare la leva militare, perché dopo i nostri soldi vorranno prendersi anche i nostri figli.</p>
<p>E purtroppo non è finita qui, perché i padroni del mondo, gli stati canaglia, hanno altri progetti a breve termine sul piano internazionale: Cuba, Messico, Colombia, Groenlandia ( “ci serve” ). Sul piano nazionale ci aspetta una stretta ancora più repressiva che dopo aver attaccato la comunità palestinese proverà ad aggredire gli altri soggetti che hanno costruito le piazze d’autunno e che hanno messo il pepe al culo del potere: tra questi ci siamo noi!</p>
<p>Ecco perché bisogna continuare ad essere protagonisti di questo movimento di opposizione che è vivo&nbsp; e che non si arrende a questo processo di brutalizzazione, di colonizzazione, di disumanizzazione.</p>
<p>Per la liberazione dei compagni palestinesi illegittimamente detenuti. A difesa della sovranità del Venezuela e per la liberazione di Maduro. Per dire Stop al Genocidio in Palestina, per chiedere l’arresto del criminale Netanyahu</p>
<p><strong>SABATO 10 GENNAIO CORTEO CONCENTRAMENTO ORE 14 MM ROVERETO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 09:06:32 +0100</pubDate>
                        <title>Caso San Raffaele: benvenuti al nord!</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/caso-san-raffaele-benvenuti-al-nord-0910.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>ovvero, come il &quot;sistema lombardo&quot; è diventato un paradigma centrato sul profitto che sta distruggendo ovunque la sanità al servizio della salute. Il nostro editoriale sulla vicenda del San Raffaele</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto accaduto al San Raffaele di Milano non è un episodio isolato, come da molte parti si sta provando a rappresentare, ma è l’ennesima conferma di un sistema sanitario lombardo ormai al limite, compromesso da anni di esternalizzazioni, tagli al personale e scelte politiche che hanno messo al centro il profitto invece della salute. L’USB lo denuncia da tempo, portando alla luce e segnalando agli organismi competenti - su tutti ATS, Ispettorato del lavoro e Procura della Repubblica - criticità che oggi diventano impossibili da ignorare.</p>
<p>La vicenda del San Raffaele, dove personale senza adeguata formazione è stato impiegato in reparti altamente delicati, rappresenta un modello già visto altrove e, va detto senza esitazioni, le responsabilità non sono certo da attribuire prioritariamente alla qualità degli operatori.</p>
<p>L’USB aveva sollevato allarmi simili anche all’ASP Golgi-Redaelli, dove interi reparti sono stati affidati a esternalizzazioni che si sono rivelate un fallimento totale, con gravi disservizi, carenze organizzative e un impatto diretto sulla qualità dell’assistenza ai pazienti, basti ricordarne una su tutte: durante la pandemia da Covid, i decessi nei reparti appaltati sono stati ben quattro volte maggiori rispetto a quelli a gestione interna. Un episodio gravissimo – trattandosi di centinaia di decessi! – che però è stato evidentemente derubricato da tutti gli organismi coinvolti a incidente di percorso, invece che ad un problema strutturale di sistema.</p>
<p>Lo stesso copione si è replicato in altre strutture pubbliche e private, a dimostrazione di quanto la logica dell’appalto sia incompatibile con la cura delle persone e rappresenti oggi il vero cancro in ogni ambito lavorativo, fucina di precariato, disservizi, sfruttamento, profitto ad ogni costo, lesione dei diritti.</p>
<p>Purtroppo il problema in sanità non riguarda solo le esternalizzazioni: anche dove il personale è strutturato, la situazione è ormai al collasso. USB denuncia da anni reparti ospedalieri pubblici in cui due soli infermieri devono gestire di notte trenta o quaranta pazienti, condizioni che mettono a rischio sia la sicurezza dei malati sia l’incolumità degli operatori. A tutto questo si aggiungono reparti chiusi, servizi ridotti all’osso e liste d’attesa interminabili per visite ed esami, che rendono inefficace il diritto alla cura. Ovviamente a beneficiare di questa situazione di dissesto sono gli operatori privati della salute, i falchi che hanno il proprio interesse non nella salute ma nella malattia.</p>
<p>Il caso del San Raffaele è anche altamente rappresentativo di questa strutturazione della sanità che, partendo dalla Lombardia, si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il paese. Non può infatti essere un caso che sia Roberto Maroni che Angelino Alfano, due ministri dello Stato, abbiano ricoperto incarichi di altissimo livello all’interno del Gruppo San Donato, padrone incontrastato della sanità privata lombarda (e non solo). C’è una precisa volontà politica che purtroppo accomuna regioni e coalizioni di centro destra e centro sinistra, in una fanghiglia ormai indistinguibile e lungo una slavina che coinvolge ogni ambito di un Paese che in tre decenni si è privato di un ruolo di ogni asset strategico - energia, comunicazioni, trasporti, acciaio, solo per citarne alcuni - e che adesso sta smantellando anche il sistema sanitario, mettendolo a profitto conto terzi.</p>
<p>La crisi si estende anche ai servizi non clinici: mense, manutenzioni, uffici tecnici, pulizie, laboratori. L’USB ha più volte denunciato come gli appalti al massimo ribasso e la riduzione del personale abbiano compromesso l’efficienza e la sicurezza, generando continui disservizi e ulteriori criticità per l’intero sistema ospedaliero.</p>
<p>A peggiorare il quadro la difficoltà a reperire personale, un fenomeno ormai incontestabile. I motivi sono chiari: lo smantellamento progressivo della sanità pubblica, i salari bassissimi prodotti anche da rinnovi contrattuali insufficienti ed erosi dall’inflazione, la mancata valorizzazione delle professionalità e carichi di lavoro insostenibili hanno spinto migliaia di infermieri, OSS e tecnici a cambiare mestiere o a emigrare all’estero. Questo avviene in un quadro generale ancora più allarmante che vede ogni anno centinaia di migliaia di giovani, per lo più laureati, lasciare un paese nel quale le prospettive spesso si riducono ad un precariato povero e perenne.</p>
<p>Ormai da anni denunciamo anni queste responsabilità politiche, additando anche quelle di alcune sigle sindacali complici nel creare condizioni che hanno impoverito ulteriormente la categoria e reso la professione sempre meno attrattiva.</p>
<p>Per l’USB, la direzione è chiara e non più rimandabile: investire nel personale, garantire rinnovi contrattuali nazionali finalmente adeguati, stabilizzare il lavoro, rafforzare la formazione, riconoscere le competenze e fermare la spirale di esternalizzazioni e appalti che stanno distruggendo la qualità dell’assistenza. Ma soprattutto porre un freno al degrado che sta facendo smottare la sanità pubblica ed il diritto alla salute ad essa connesso, verso un inferno che risponde solo alla logica del profitto. Questo va fatto mettendo regole chiare, ferree e incentrate sul diritto alla salute e riducendo la quota di prestazioni sanitarie accreditate ad operatori privati che nella nostra regione ha ormai superato il 50%.</p>
<p>In questo senso, il caso San Raffaele, come quello del Golgi-Redaelli e di molte altre strutture lombarde, deve diventare il punto di svolta.</p>
<p>Ricordiamo che per effettuare una visita medica o qualunque prestazione sanitaria, anche in Lombardia si attende per lunghi mesi e che a tutt’oggi gli impegni in tal senso di politici e amministratori regionali della sanità si sono rivelati solo una grande montagna di menzogne per continuare a distruggere il giochino a favore degli “amici”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SANITA'</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 14:49:45 +0100</pubDate>
                        <title>Conferenza stampa USB: il prof. Carlo Fino va reintegrato, la richiesta arriva anche dai lavoratori</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/conferenza-stampa-usb-il-prof-carlo-fino-va-reintegrato-la-richiesta-arriva-anche-dai-lavoratori-1452.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 11 dicembre alle ore 11 USB terrà una conferenza stampa davanti l’International School of Como, in occasione dell’incontro chiesto alla dirigenza per consegnare le firme che le lavoratrici e i lavoratori hanno raccolto per chiedere il reintegro del collega e rappresentante sindacale Carlo Fino, licenziato in modo pretestuoso dall’azienda.</p>
<p>Nelle scorse settimane abbiamo tenuto assemblee, presidi, volantinaggi per informare e sensibilizzare sia i dipendenti dell’ISC che le famiglie, molto preoccupate da quanto accaduto ad un docente apprezzato per i risultati conseguiti.</p>
<p>La maggioranza dei lavoratori ha firmato una petizione affinché il prof. Fino torni ad insegnare e riprenda il lavoro sindacale, compiti entrambi sempre portati avanti con serietà e professionalità specchiate.</p>
<p>USB ha chiesto quindi un incontro con la dirigenza alle 9 del mattino per consegnare le firme e parlerà con la stampa a partire dalle 11 per aggiornare sulle risposte ricevute e le eventuali azioni successive. Intanto procedono i lavori con il nostro staff legale per ottenere in tribunale il reintegro del nostro delegato.</p>
<p>La conferenza stampa sarà accessibile anche online al link&nbsp;</p>
<p><p><a href="https://zoom.us/j/99976561730?pwd=IgfypB8wqHyF46BnYU8afnVtrMSB73.1" target="_blank" rel="noreferrer">zoom.us/j/99976561730</a></p></p>
<p>ID riunione: 999 7656 1730<br /> Codice d’accesso:&nbsp;449883</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 21:55:56 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea USB all&#039;International School of Como: se non si reintegra Carlo, pronti allo sciopero</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/assemblea-usb-allinternational-school-of-como-se-non-si-reintegra-carlo-pronti-allo-sciopero-2204.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, 2 dicembre, USB Lombardia ha tenuto una partecipata assemblea dei lavoratori dell’International School of Como, in concomitanza con il presidio esterno all’istituto, regolarmente autorizzato.</p>
<p>Prima dell’inizio delle lezioni sono stati distribuiti ai genitori dei volantini informativi per fornire una versione dei fatti accaduti e in corso maggiormente rispondente alla realtà, visto che la narrazione dell’accaduto da parte della dirigenza non corrisponde completamente a quanto è successo nei mesi scorsi e sta accadendo in queste ultime settimane. L’attività ha riscontrato l’interesse e l’approvazione di gran parte delle famiglie, chiaramente avide di maggiori informazioni e perplesse dalle comunicazioni aziendali.</p>
<p>L’ignoranza delle leggi e dei diritti dei lavoratori da parte del management dell’ISC l’ha portato a chiamare la polizia locale, che ha potuto constatare come le autorizzazioni fossero corrette, le strumentazioni audio fossero state preannunciate, il volantinaggio fosse del tutto regolare. L’ennesima dimostrazione di un’arroganza da multinazionale che si ritiene <em>super leges</em>.</p>
<p>L’assemblea delle e degli insegnanti, tenutasi per la gran parte all’esterno con una partecipazione molto folta di docenti e con la presenza e l’intervento di diversi componenti dell’esecutivo confederale regionale di USB Lombardia, ha voluto ribadire i prossimi passi di mobilitazione, che culmineranno nello sciopero se il prof. Fino non verrà reintegrato.</p>
<p>Parallelamente, prosegue il lavoro dei nostri legali per impugnare il licenziamento e tutelare il buon nome di un professionista capace e stimato.</p>
<p>Nei prossimi giorni organizzeremo un evento pubblico durante il quale consegneremo la petizione per il reintegro di Carlo, firmata già dalla maggioranza degli insegnanti del’ICS.</p>
<p>Non ci fermiamo, restiamo uniti, perché</p>
<h2><strong>Tocca uno, tocca tutti!</strong></h2>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 22 Nov 2025 12:09:53 +0100</pubDate>
                        <title>International School of Como: i lavoratori proseguono l&#039;agitazione fino al reintegro di Carlo</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/international-school-of-como-i-lavoratori-proseguono-lagitazione-fino-al-reintegro-di-carlo-1211.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta il 21 novembre l'assemblea dei docenti dell'ISC, che era stata convocata da USB per discutere del contratto di secondo livello. A seguito degli eventi che hanno portato al licenziamento del nostro delegato, prof. Carlo Fino, i lavoratori e le lavoratrici hanno voluto esprimere la loro forte preoccupazione, una grande indignazione e la massima solidarietà a Carlo, avviando una raccolta di firme per ottenere il reintegro del loro collega e rappresentante sindacale.&nbsp;<br /> L'assemblea ha deciso di continuare le mobilitazioni attraverso il proseguimento della procedura di raffreddamento per arrivare allo sciopero dell'istituto se non si ottenesse un passo indietro dall'azienda.&nbsp;<br /> A seguito di una discussione intensa e costruttiva, per dimostrare fisicamente la volontà di una protesta visibile e compatta, i docenti hanno deciso di terminare l'assemblea all'esterno, nonostante il freddo e i primi fiocchi di neve della stagione.<br /> Con una voce chiara, l'assemblea si è conclusa al grido di “tocca uno, tocca tutti”. un messaggio più che chiaro al management, irremovibile nella propria ostinazione: nessun docente si lascerà intimorire, nessun lavoratore o lavoratrice resterà solo! Nei prossimi giorni saranno lanciate altre iniziative sindacali presso&nbsp;la&nbsp;scuola.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 15:19:01 +0100</pubDate>
                        <title>28 novembre: La questura ci nega Linate! Puntiamo sulla stazione di Lambrate. Cambia il percorso ma non l’obiettivo: bloccare tutto per cambiare tutto.</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/mi28novembre.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La questura di Milano ha negato l’aeroporto di Linate come punto di arrivo del corteo cittadino in occasione dello sciopero generale del prossimo 28 novembre. Un diktat inaccettabile e che pertanto non fermerà la nostra volontà di “Bloccare tutto” in occasione di uno sciopero che attacca frontalmente il governo per le scelte legate alla volontà di investire spesa pubblica sul riarmo e sulla militarizzazione della società in ogni suo aspetto, tagliando ulteriormente la spesa sociale. Così come non possiamo accettare l’ipocrisia persistente sulla questione palestinese e il genocidio che non si è mai fermato e che sarà ulteriormente alimentato dalle scelte economiche del governo italiano e degli altri stati complici.<br /> Salari, casa, pensioni, sanità, scuola…tutto sarà sacrificato sull’altare dell’economia di guerra &nbsp;in un disperato tentativo di risollevare un sistema capitalistico entrato in una irreversibile crisi sistemica.<br /> &nbsp;</p>
<p>Per queste ragioni, non si può abbassare il livello dello scontro né a Milano né altrove.<br /> <strong>Il corteo cittadino cambia percorso ma non obiettivo: bloccare tutto per cambiare tutto!</strong></p>
<p><strong>Il 28 novembre appuntamento alle ore 9.30 in PORTA VENEZIA</strong> da dove il corteo si muoverà puntando alla stazione di LAMBRATE.</p>
<p>Per la grande manifestazione nazionale del <strong>29 novembre a Roma</strong>, abbiamo predisposto dei posti in treno ed in pullman da Milano.</p>
<p><strong>Per info e prenotazioni contattare</strong>: Max 334 947 0091, Silvia 349 722 1900</p>
<p>Contro una finanziaria di guerra ed il riarmo. Contro il governo Meloni. Rompere ogni rapporto con israele. Palestina Libera</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:41:57 +0100</pubDate>
                        <title>Docente licenziato per le battaglie sindacali. USB Lombardia prosegue l’agitazione all’International School di Como</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/docente-licenziato-per-le-battaglie-sindacali-usb-lombardia-prosegue-lagitazione-allinternational-school-di-como-0944.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Lombardia ha incontrato ieri, 19 novembre, la direzione dell’International School of Como, scuola appartenente alla multinazionale Inspired, dopo mesi di vani tentativi e solamente a fronte dell’apertura delle procedure di sciopero presso la prefettura di Como. L’intenzione di affrontare finalmente la redazione condivisa di un contratto di secondo livello che garantisse equi e corretti trattamenti economici, la corretta gestione dei tempi di lavoro e di vita e delle relazioni sindacali efficaci è stata gelata dalla comunicazione del licenziamento di un docente nonché rappresentante sindacale USB dell’istituto, il prof. Carlo Fino.<br /> La dirigenza dell’azienda (definirla “scuola” in questo momento è difficile, visto come l’aspetto didattico-pedagogico sia assolutamente ignoto a chi amministra) ha contestato al nostro delegato delle accuse sotto il punto di vista didattico, pedagogico, metodologico e legale del tutto futili e soprattutto infondate, con l’intento di intimorire le lavoratrici e i lavoratori. Ma il reale motivo del licenziamento è l’attività sindacale di Carlo, il suo impegno con USB per ottenere miglioramenti per i docenti sia sul piano economico che sul piano dei diritti, il suo lavoro per spiegare ai colleghi di tante diverse nazionalità come funzionano i contratti, le norme e i diritti sindacali in Italia.<br /> <strong>USB non si lascia intimorire! Chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento e il reintegro di Carlo nel suo posto di lavoro!</strong><br /> Da sempre la nostra forza sta nell’unità dei lavoratori con il fine di ottenere il miglioramento delle condizioni di lavoro e salariali.<br /> Portiamo avanti la lotta, sempre più sicuri di agire nel bene del singolo e dell’intera collettività degli insegnanti dell’IS di Como, non torniamo indietro sullo stato di agitazione e sulle procedure verso lo sciopero aziendale fino al reintegro di Carlo, invitiamo i lavoratori a partecipare all’assemblea di venerdì 21 per discutere insieme di come procedere e a partecipare allo sciopero generale del 28 novembre.<br /> Tocca uno,&nbsp;tocca&nbsp;tutti!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 12:29:52 +0100</pubDate>
                        <title>Milano: 21 novembre assemblea cittadina verso lo sciopero del 28 e le manifestazioni del 29</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/assemblea28112025.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>ASSEMBLEA CITTADINA VENERDI 21, ORE 21:00, CIRCOLO FAMILIARE DI UNITA&#039; PROLETARIA.
CONTRO LA FINANZIARIA DI GUERRA E IL GOVERNO MELONI. ROMPERE CON ISRAELE, PALESTINA LIBERA!
28 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE: BLOCCHIAMO TUTTO!
29 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA E INTEREGIONALE A MILANO
Vieni a Roma con noi, in pullman o in treno.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La legge di Bilancio presentata dal governo Meloni risponde alla logica del riarmo ed alla scelta di incanalare il nostro Paese verso una economia di guerra. Mentre i salari e le pensioni continuano a perdere potere d’acquisto, le disuguaglianze sociali aumentano, si allarga il mondo della precarietà e del lavoro sottopagato e sono sempre di più le persone che non possono curarsi o che non vedono soddisfatto il diritto alla casa, il governo aumenta in modo clamoroso la spesa per l’acquisto e la produzione di nuovi armamenti, individuando nel settore bellico l’unica soluzione alla crisi economica. Anzi, il vincolo europeo di contenimento del deficit pubblico, con conseguente taglio ai servizi e alla spesa sociale, viene perseguito proprio con l’obiettivo di avere le mani libere per poter investire in armamenti.</p>
<p>La stessa ipocrisia utilizzata per nascondere il genocidio in Palestina e la complicità del governo con lo Stato terrorista di Israele viene utilizzata per fingere di voler affrontare le grandi questioni sociali del Paese: con i numeri sull’occupazione si continua a voler coprire l’aumento della povertà e dei lavori con salari da fame, con le modifiche dell’IRPEF si finge di voler sostenere i ceti medi quando si stanno soltanto favorendo i settori più ricchi, con i contributi volontari delle banche si lasciano nelle mani del sistema finanziario più di 100 miliardi di extraprofitti sottratti al nostro paese negli ultimi tre anni.</p>
<p>Di fronte ad un processo di grave deindustrializzazione, il sistema riesce solo a proporre la conversione di alcune aziende alla fabbricazione delle armi. L’industria bellica e i suoi collegati vengono utilizzati per uscire dalla crisi in cui versa il capitalismo.</p>
<p>Nei vari teatri di guerra si nascondono dietro le parole “pace” e “ricostruzione” &nbsp;gli interessi dei grandi gruppi italiani e occidentali del cemento, dell’energia e delle infrastrutture — come WeBuild, Buzzi Unicem, Cementir, Leonardo, Terna e Italferr — pronti a trarre profitto dalle devastazioni della guerra. La ricostruzione dell’Ucraina e di Gaza diventano un affare per pochi, mentre i costi umani, sociali e ambientali ricadono sui popoli flagellati dai conflitti.</p>
<p>Le mobilitazioni promosse a sostegno del popolo e della resistenza palestinese hanno portato alla luce una indisponibilità in tutta la penisola a essere complici con il genocidio e con le scelte del governo Meloni che ci portano verso un futuro da incubo. Difendere la Palestina oggi significa rompere il patto tra sionismo, capitalismo e destre estreme e aprire una possibilità di liberazione per le lavoratrici, i lavoratori e tutti i popoli del mondo.</p>
<p>La tregua di Trump non riconosce nessun diritto al popolo palestinese e sta consentendo a Israele di proseguire e ampliare l’occupazione di territori palestinesi. Ma l’Italia parla di pace dopo aver fornito armi, dopo aver sostenuto direttamente il GENOCIDIO.&nbsp;</p>
<p>Anche altri paesi come il Congo e il Sudan stanno vivendo momenti drammatici, e diventa fondamentale unire le lotte e costruire una reale intersezionalità tra tutti i popoli oppressi, mentre aumentano i pericoli di un’aggressione al Venezuela.&nbsp;</p>
<p>Tutto questo dimostra che la competizione imperialista si sposta sempre più dal piano politico, economico e commerciale a quello militare. Il Governo Meloni, che sta sostenendo apertamente l’aumento delle spese in ambito NATO e i programmi di riarmo dell’Unione Europea, è parte attiva di questo processo. Tutto l’arco parlamentare sostiene la necessità di una difesa comune e di un esercito comune europeo quando l’unica difesa dalla guerra è il disarmo.</p>
<p>Queste scelte non hanno un riflesso solo in termini economici ma stanno favorendo una torsione autoritaria tanto contro le lotte sociali come verso il mondo dell’istruzione, arrivando a colpire l’informazione critica e indipendente e a tentare di controllare altri poteri dello Stato.&nbsp;<br /> È in atto, in sostanza, un processo di trasformazione che, utilizzando le politiche di riarmo, tenta di irreggimentare e militarizzare una intera società che sta soffrendo un pesante peggioramento delle condizioni di vita.</p>
<p>Per questo è necessario ribellarsi, mettendo al centro delle mobilitazioni obiettivi chiari che corrispondano senza ambiguità alle necessità di milioni di lavoratori e lavoratrici e alle aspirazioni di pace, disarmo, uguaglianza e giustizia sociale che appartengono a tanta parte del Paese!<br /> <br /> <strong>Per venire a Roma con noi alla manifestazione nazionale del prossimo 29 novembre, contatta: Max 334 947 0091, Silvia 349 722 1900</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 01 Nov 2025 10:23:00 +0100</pubDate>
                        <title>Nessun convegno di Sinistra per israele a Milano: Sala e la sua giunta siano coerenti e non complici! </title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/nessun-convegno-di-sinistra-per-israele-a-milano-sala-e-la-sua-giunta-siano-coerenti-e-non-complici-1026.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>[intanto il governo annulla un convegno contro la militarizzazione delle scuole riservato ai docenti]</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Durante il consiglio comunale dello scorso 13 ottobre, il Consiglio Comunale di Milano ha assunto l’impegno chiaro di interrompere ogni relazione con lo stato terrorista di israele, a partire dal gemellaggio tra Milano e Tel-Aviv, nel caso fossero ripresi gli attacchi sionisti contro la popolazione civile palestinese dopo la supposta tregua che in realtà non è mai stata rispettata.</p>
<p>Ad oggi, non solo questo impegno rimane disatteso ma il Comune di Milano va nella direzione nettamente opposta, sostenendo la causa sionista anche attraverso la concessione di una sala comunale a Sinistra per Israele per un convegno che si terrà il prossimo 4 novembre.</p>
<p>Evidentemente non sono bastati né centinaia di migliaia di morti innocenti, vittime di genocidio, né 400 mila persone scese in piazza nelle giornate del 22 settembre e del 3 ottobre per indurre la Giunta Comunale ad assumere decisioni coerenti con le richieste dei cittadini.</p>
<p>Quello dell’amministrazione “di sinistra” del sindaco Sala appare in continuità con l’altro fatto gravissimo, di stampo fascista, messo in atto dal governo “di destra”, che ha deciso di annullare un corso destinato ai docenti delle scuole pubbliche &nbsp;dal titolo “4 novembre, la Scuola non si arruola”, organizzato dal CESTES in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola.</p>
<p>Due scelte che stanno dentro la logica della trasformazione della società in senso bellicista, ormai palesemente in atto dentro l’UE.</p>
<p>Per queste ragioni, il 4 novembre si terrà un presidio di protesta in Piazza Gaza dalle ore 18 e successivamente un corteo che raggiungerà il CAM Falcone -Borsellino per tenere il sionismo e i suoi crimini fuori dalla nostra città e dalla società tutta.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 13:18:04 +0100</pubDate>
                        <title>Demilitarizzare la scuola e l’università, liberare Milano dal sionismo: il 4 novembre una giornata di lotta e consapevolezza</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/demilitarizzare-la-scuola-e-luniversita-liberare-milano-dal-sionismo-il-4-novembre-una-giornata-di-lotta-e-consapevolezza-1319.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Guardando a Gaza e alla Cisgiordania con realismo non si può non rilevare che la “tregua” è una farsa al servizio dell’occidente e che non è mai iniziata davvero. I bombardamenti sionisti dell’altra notte sono solo l’ultimo episodio di una serie che ha prodotto circa 120 morti civili dall’inizio del presunto cessate il fuoco. Morti prontamente derubricati a vittime di scaramucce dalla nostra informazione e dalla politica.</p>
<p>È uno degli effetti della spirale crescente del bellicismo che sta infestando l’occidente e che si sta traducendo in un rilancio in grande stile dell’economia di guerra, come non si vedeva dai tempi dell’arciduca Francesco Ferdinando, che, dati alla mano, sarà alimentata soprattutto da tagli alla spesa sociale.&nbsp;</p>
<p>La legge di bilancio che sarà approvata entro il 2025 sarà una chiara cartina di tornasole di questo e il nostro sciopero generale del 28 novembre vuole attaccare dritto al cuore questa logica e dare vigore e prospettiva ai grandi movimenti di piazza che si sono aggregati sulla vicenda palestinese nelle scorse settimane. Lo strumento che abbiamo scelto di usare è una piattaforma sociale che, partendo dai salari, formula una serie di proposte utili al processo di riconversione del Paese da uno Stato di Guerra allo Stato Sociale.&nbsp;</p>
<p>Altro effetto della spirale bellicista è sicuramente la militarizzazione della società che non risparmia nessun ambito e che investe in particolare Scuola, Università e Ricerca.</p>
<p>Il convegno organizzato per il prossimo 4 novembre dal Cestes con la partecipazione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, dal titolo “4 novembre. La scuola non si arruola. Contro la militarizzazione della cultura, contro il riarmo e le politiche di guerra, per sostenere la Palestina. Costruiamo l’alternativa” si pone l’obiettivo concreto di contrastare questa deriva e l’USB lo sta sostenendo in modo deciso.&nbsp;</p>
<p>A Milano, così come in altre città, la mobilitazione avrà una sua estensione pomeridiana per riaffermare anche in piazza la volontà di centinaia di migliaia di docenti e studenti, insieme a tutte le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori e le cittadine e i cittadini, che nessuno è disposto a farsi soggiogare da questa logica e per ribadire ancora una volta la reale finalità dell’istruzione pubblica che non deve sfornare né lavoratori e lavoratrici acritici e sfruttabili né soldati, ma cittadini consapevoli.</p>
<p>L’appuntamento è alle ore 18 in Piazza Gaza (ex Piazza della Scala) sotto le finestre di Palazzo Marino, sede della Giunta Comunale della Milano che ancora oggi mantiene in vita il gemellaggio vergognoso con Tel Aviv, malgrado l’impegno ipocrita di interromperlo non appena israele avesse rotto la tregua. Ma Milano e il sionismo hanno legami forti e resistenti e la verità è che la Giunta di Beppe Sala, assieme alle opposizioni, farà di tutto per mantenere in vita questo gemellaggio e ogni altra relazione diplomatica e commerciale con l’entità sionista. Prova ne è il convegno “Omaggio a Rabin” organizzato da quell’ossimoro che risponde al nome di Sinistra per israele che si terrà al CAM Falcone e Borsellino proprio il 4 novembre. Concedere una sala comunale per un convegno organizzato da un’organizzazione politica a sostegno di Israele, quando centinaia di migliaia di persone attraversando le vie di MIlano hanno chiesto a gran voce al sindaco e alla sua giunta di interrompere ogni relazione con lo stato sionista, è un atto antidemocratico e irrispettoso sia della cittadinanza che degli stessi impegni assunti in Consiglio Comunale.<br /> Allora chiediamo a Sala: quanti altri innocenti devono essere trucidati dalla stato genocidario e terrorista di israele e quante altre centinaia di migliaia di cittadini devono scendere in piazza perchè finalmente Milano rompa definitivamente ogni rapporto con gli assassini sionisti?<br /> Il 4 novembre sarà anche l’occasione per chiedere conto di tutto questo, mentre immediatamente avanziamo la richiesta al sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di revocare la concessione del CAM a Sinistra per israele, almeno per riconoscere ai tanti cittadini scesi in piazza per la Palestina lo status di Cittadini e non quello di Sudditi.<br /> Noi non staremo zitti, né fermi.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:50:11 +0200</pubDate>
                        <title>Regione Lombardia arriva la super intramoenia: ancora una volta il profitto prima del diritto alla salute</title>
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		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/regione-lombardia-arriva-la-super-intramoenia-ancora-una-volta-il-profitto-prima-del-diritto-alla-salute-1001-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la <strong>Delibera di Giunta Regionale n. 4986 del 15 settembre 2025,</strong> la Regione Lombardia compie un ulteriore passo verso la <strong>privatizzazione definitiva del Servizio Sanitario Regionale</strong>, obbligando ospedali e servizi ambulatoriali delle ASST a mettere le proprie prestazioni a disposizione di <strong>assicurazioni, mutue e fondi di welfare aziendale.</strong></p>
<p>Dietro l’apparente volontà di “ampliare l’offerta” e “dare respiro ai bilanci” delle strutture pubbliche, si nasconde l’ennesimo tassello di un progetto ideologico che da anni mina le basi del sistema sanitario pubblico e universalistico. La Regione conferma la propria visione distorta di <strong>“equivalenza” tra sanità pubblica e privata accreditata,</strong> cancellando nei fatti la funzione pubblica del Servizio Sanitario e piegandolo a logiche di mercato e profitto.</p>
<p>Questa decisione arriva<strong> in mezzo a una delle crisi più gravi della sanità italiana:</strong><br /> non si trovano più infermieri, tecnici e medici disposti a lavorare nel pubblico; le iscrizioni ai corsi universitari sanitari sono in calo costante; i<strong> salari bassi e i carichi di lavoro insostenibili </strong>spingono molti professionisti a lasciare la professione o a fuggire all’estero.</p>
<p>I<strong> contratti nazionali da fame </strong>e il <strong>caro–affitti</strong> nelle grandi città rendono impossibile vivere dignitosamente con uno stipendio pubblico. In questo contesto di crisi profonda, la Regione Lombardia sceglie di <strong>favorire il profitto e le assicurazioni, </strong>invece di affrontare le cause strutturali del collasso del sistema.</p>
<p>Con questa manovra, chi dispone di <strong>polizze sanitarie, mutue aziendali o welfare integrativo </strong>potrà accedere più rapidamente anche alle strutture pubbliche, “saltando la fila” rispetto a chi non ha le stesse possibilità economiche. Si crea così una <strong>sanità a due velocità</strong>, dove i lavoratori e le famiglie con redditi medio-bassi restano intrappolati in liste d’attesa infinite, mentre chi può permetterselo ottiene prestazioni in tempi brevi, anche nel pubblico, ma <strong>pagando tramite assicurazioni o fondi privati.</strong></p>
<p>Gli operatori sanitari - che anche in questa tornata contrattuale vedono il potere d’acquisto ridursi di un ulteriore 10% a causa delle scelte scellerate del Governo che investe in armamenti tagliando ancora la spesa sanitaria&nbsp; - rischiano di essere attratti da compensi aggiuntivi per queste nuove prestazioni “integrative”, col rischio che per “sopravvivere” tendano a&nbsp; privilegiare queste attività, sottraendo tempo e risorse all’assistenza ordinaria.<br /> Il risultato sarà duplice: <strong>ulteriore peggioramento dei servizi per i cittadini e nessun piano di assunzioni, </strong>se non per far fronte alla burocrazia generata dai nuovi rapporti con assicurazioni e mutue, con lo Stato a fare da segreteria agli interessi di soggetti privati.</p>
<p>Non si tratta di una misura neutra: è una <strong>scelta politica chiara e coerente con l’indirizzo del Governo nazionale</strong>, che anche nella prossima <strong>legge di bilancio</strong> continua a salvaguardare i privilegi dei più ricchi, tagliando su sanità, scuola e welfare e regalando gran parte di queste risorse all’industria bellica. È la fotografia di un Paese dove chi ha di più riceve sempre di più, e chi vive di lavoro deve accontentarsi di meno diritti, meno salario, meno salute.</p>
<p>Il principio costituzionale di <strong>eguaglianza nell’accesso alle cure (art. 32 Cost.)</strong> viene così calpestato, ancora una volta, dalla Giunta lombarda, in continuità con le scelte degli ultimi trent’anni.</p>
<p>È la resa definitiva a un modello che <strong>sceglie i ricchi e abbandona i poveri,</strong> in un momento in cui migliaia di operatori e cittadini chiedono esattamente l’opposto: più sanità pubblica, più assunzioni, più diritti.</p>
<p>Come organizzazione sindacale ribadiamo la nostra ferma contrarietà a ogni forma di sanità “integrativa” che diventa sostitutiva, e denunciamo la deriva privatizzatrice che sta<strong> </strong>smantellando ciò che resta del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>&nbsp;La salute non è un affare né un privilegio, ma un diritto universale, che deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal reddito o dal contratto di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 12 Oct 2025 14:12:18 +0200</pubDate>
                        <title>Blocchiamo tutto per cambiare tutto.  Lo abbiamo fatto, facciamolo ancora!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lombardia.usb.it/leggi-notizia/blocchiamo-tutto-per-cambiare-tutto-lo-abbiamo-fatto-facciamolo-ancora-1417.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Assemblea pubblica. Milano, sabato 18 ottobre , ore 10.00 PIAZZA GAZA (EX PIAZZA DELLA SCALA)
Con presenza e intervento dei lavoratori portuali del CALP-USB (Genova)</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Raccogliamo l’appello per le 100 assemblee permanenti e operative&nbsp;Contro il genocidio, guerra e riarmo</strong></p>
<p>Il rientro dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla non esaurisce il percorso che abbiamo iniziato, anzi. Innanzitutto perché il popolo palestinese è ancora sotto l’azione martellante dell’esercito israeliano e il genocidio non si è fermato. Così come nonostante le importanti conquiste che la Resistenza palestinese saprà imporre, ultime trattative comprese, quello che si trova davanti è uno stato strutturalmente genocidario e colonialista, che non farà nessun passo indietro sulle proprie mire criminali contro il popolo palestinese, tanto a Gaza che in Cisgiordania; e anche perché è sempre più evidente la ragione della complicità del governo Meloni con lo Stato terrorista di Israele.</p>
<p>Tel Aviv sta agendo per conto dei paesi occidentali, Stati Uniti in testa,svolgendo il lavoro sporco per loro, come ha ammesso il cancelliere tedesco Merz qualche mese fa. Israele è il paese che guida la crociata dell’occidente contro il resto del mondo, il leader mondiale del neocolonialismo e della salvaguardia della supremazia bianca sul pianeta.</p>
<p>Un’ulteriore ragione per esigere la rottura del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, malgrado il sindaco Sala ripeta che sia meglio &quot;concentrarsi su altro, evidentemente terrorizzato da questa ipotesi che potrebbe realizzarsi già lunedì 13 ottobre se il Consiglio approverà la mozione all’ordine del giorno.</p>
<p>Ecco perché, mentre i paesi europei mantengono inalterato il sostegno al regime di Netanyahu, contemporaneamente approvano un gigantesco piano di riarmo da 800 miliardi, aumentano le risorse economiche alla Nato e promuovono una drastica conversione del sistema produttivo verso l’economia di guerra.</p>
<p>La complicità con Israele e le politiche di riarmo sono le due facce di una stessa medaglia. E il prezzo che stiamo pagando per queste politiche da incubo lo sentiamo nei salari e nelle condizioni di vita e di lavoro.</p>
<p>La riuscita di due scioperi generali in pochi giorni e i milioni di persone che si sono riversati nelle piazze di tutto il Paese, bloccando porti, stazioni ed autostrade, segnalano un risveglio molto forte della voglia di cambiamento. L’opposizione parlamentare non è stata in grado farsi interprete di questa spinta ed ora non dobbiamo consentirgli di imbrigliarla nelle vecchie logiche che portano alla sconfitta e alla smobilitazione. C’è la possibilità di scrivere una pagina completamente nuova e non dobbiamo lasciarci intimorire.</p>
<p>La solidarietà al popolo palestinese deve restare la priorità di tutti e dobbiamo continuare a boicottare e sanzionare l’economia israeliana, in modo sempre più capillare, a cominciare dal blocco del commercio delle armi con Israele. Ma è arrivato il momento di allargare il nostro sguardo alle politiche di riarmo, sapendo che “non vogliamo lavorare per la guerra”.</p>
<p>È ora di costruire un ampio fronte popolare contro il governo Meloni che non svenda la straordinaria partecipazione di queste settimane.</p>
<p>Le 100 piazze per Gaza ora devono avere la capacità di trasformarsi in 100 assemblee permanenti operative e darsi da subito un piano d’azione che le porti in poche settimane a convocare una grande assemblea nazionale per “Blocchiamo tutto – Blocchiamo genocidio, guerra e riarmo”.</p>
<p>Così faremo anche a Milano con un primo appuntamento per costruire l'assemblea permanente operativa cittadina<strong> sabato 18 ottobre dalle ore 10 in quella piazza della Scala diventata per tutti piazza Gaza</strong>, dopo le tendate del presidio permanente a seguito dello sciopero generale del 22 e verso quello del 3. Punto di riferimento, incontro e partecipazione, attraversata dai tanti cortei e momenti di mobilitazione dell'ultimo mese, nonché rappresentazione della pressione permanente che continueremo ad esercitare anche su Palazzo Marino per rompere ogni rapporto con Israele.</p>
<p>Non è il momento di fermarsi, ma di organizzarsi in tutto il Paese per proseguire la mobilitazione. Ora sappiamo che è possibile.</p>
<p>Blocchiamo tutto per cambiare tutto.</p>
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                        <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 23:00:52 +0200</pubDate>
                        <title>Milano - Tel Aviv: questo gemellaggio deve finire</title>
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                        <description>Oggi è mancato il numero legale in aula per approvare la mozione che chiede la fine di ogni rapporto tra Milano e lo stato terrorista di israele. Si vota di nuovo lunedì 13 ottobre! USB mobilita la piazza e convoca un presidio.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in consiglio comunale a Milano era in votazione una mozione con la quale si chiedeva l'interruzione di ogni relazione del Comune di Milano con lo stato di israele e, in particolare, di interrompere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv.&nbsp;<br /> Dopo due settimane nelle quali le strade della città sono state attraversate da cortei oceanici, sia in occasione dei due scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre, che quelli nati spontaneamente dopo l'aggressione dell'esercito israeliano alla Global Sumud Flotilla. Le parole d'ordine delle manifestazioni che hanno visto coinvolti almeno mezzo milione erano chiare: stop al genocidio a Gaza, interruzione di ogni relazione con israele.</p>
<p>In ragione di questa chiarezza, oggi per il Consiglio Comunale non sarebbe stato affatto difficile prendere atto della volontà dei cittadini milanesi e votare senza esitazione la fine del gemellaggio con Tel Aviv ma non per un manipolo di consiglieri di maggioranza che hanno lasciato l'aula facendo mancare il numero legale ed invalidando la votazione. I tanti cittadini presenti in aula hanno protestato contro questo comportamento al grido di &quot;vergogna&quot;, mentre fuori un centinaio di manifestanti attendeva la votazione tra slogan contro israele e in difesa del popolo palestinese.</p>
<p>Appreso l'esito della votazione, l'USB, così come Potere al Popolo e il Centro Sociale Cantiere, hanno convocato un presidio in Piazza della Scala per lunedì 13 ottobre, quando la mozione verrà rimessa ai voti. L'obiettivo è quello di spingere il consiglio comunale a votare la mozione ed interrompere un gemellaggio, ormai ingliustificabile, tra Milano e la vera capitale di uno stato terrorista e genocida.</p>
<p>Appuntamento in Piazza della Scala alle ore 17 di lunedì 13 ottobre.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/usb.lombardia/videos/819866144308043" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.facebook.com/usb.lombardia/videos/819866144308043</a></p>]]></content:encoded>
			
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