25 aprile e repressione: ritorno alla "normalità" ?

Inaccettabile atteggiamento delle forze dell'ordine il 25 aprile a MIlano. Nulla di quanto sta avvenendo in queste giornate di emergenza potrà e dovrà essere considerato come base sulla quale costruire il futuro: dall'ordine pubblico, alla sanità; dalla repressione delle liberà personale allo smart working forzato. Ci sarà da lottare perchè questa emergenza diventi un occasione di cambiamento vero.

Milano -

Ha dell’incredibile quanto è avvenuto nella mattinata del 25 Aprile a chi si apprestava, poco più di una decina di persone, ad onorare con la deposizione di alcuni fiori, presso una lapide, sita in via Padova (zona Crescenzago), che ricordava alcuni caduti della Resistenza Partigiana.

I fatti, scarni e testimoniati anche da cittadini affacciatisi alle finestre e ai balconi sottostanti i marciapiedi e la via adiacente, al grido delle urla, hanno visto protagonisti una decina di pattuglie di Polizia che hanno maltrattato i giovani anche violentemente e buttandone a terrà qualcuno. Questi giovani antifascisti, a quanto pare, sono rei di aver rispettato i decreti in vigore, in quanto si approssimavano al luogo della lapide, chi in bicicletta, qualcun altro a piedi, mantenendo comunque le distanze previste.

L’USB, nella assoluta consapevolezza che il 25 Aprile rappresenta un valore assoluto di Liberazione dal fascismo tanto da vivere nel cuore e nella testa delle generazioni seguite al quinquennio (1940/45) dove perirono in seguito alla lotta della Resistenza Partigiana migliaia di giovani e Lavoratori, esprime il rigetto più deciso di queste forme di repressione poliziesca che mascherandosi di legalità ricordano invece proprio quelle che la Storia condanna.

Ancor di più,  l’USB mostra la sua preoccupazione ed attenzione alla luce anche di fatti analoghi successi nella medesima giornata anche in in altri luoghi - a Milano e non solo - ed in prospettiva delle settimane a venire.

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