ALL'HYDRA DI BERGAMO LA CGIL NON LOTTA, ANZI BOICOTTA E MILLANTA UN ACCORDO FASULLO

Bergamo -

Dire che ha la faccia di tolla è un eufemismo. Stiamo parlando della Cgil e del suo intervento nella vertenza Hydra di Bergamo. I dipendenti di questa cooperativa che lavorano all’ospedale Giovanni XXIII sono mesi che lottano per avere il contratto che gli spetta, il pagamento degli arretrati, degli straordinari, del Tfr, una nuova e più corretta organizzazione del lavoro. Il 60 per cento sono iscritti a USB che ha sempre sostenuto strenuamente e organizzato la loro lotta con scioperi, presidi, tavoli prefettizi, esposti e denunce. Il ruolo della Cgil, invece, è sempre stato quello di boicottare ogni lotta, ogni mobilitazione, ogni vertenza. Seminando zizzania e calunnie. E adesso, con la complicità di Hydra, viene a dire di avere chiuso il contenzioso con soddisfazione. Una tipica manovra verticistica, senza nessun coinvolgimento dei lavoratori, senza nessuna delega, senza nessuna approvazione. USB e lavoratori Hydra ribadiscono che gli accordi li devono discutere e approvare i dipendenti della cooperativa in assemblea, che non si accontentano di generici rimborsi di incompleti conteggi degli arretrati, che vogliono il contratto che gli spetta, che non delegano a nessuno i loro diritti e interessi. Ciò che è stato “approvato” è il frutto di una manovra che, a fronte di qualche misero contentino, cerca di spegnere le lotte ed escludere lavoratori combattivi e il loro sindacato conflittuale. Ma non l’avranno vinta. La lotta continua più determinata che mai.

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