ALL'OSPEDALE DI MERATE LA BUROCRAZIA CHIUDE LE PORTE AI PROBLEMI E STRAPARLA DI ALCOL E DROGHE

Merate -

Al Pronto soccorso dell’ospedale di Merate tre infermiere hanno modificato il loro contratto part time liberando due posti di un part time verticale. La proposta alla direzione del compagno delegato di USB è di concedere ad altre lavoratrici dell’ASST con gravissimi problemi familiari la riduzione dell’orario di lavoro. Una proposta sensata. Ma, come sempre, la risposta è stata respinta con la scusa che le norme non lo prevedono. Così è stato negato il part time a una ragazza madre con figlio minore disabile e a una lavoratrice moglie di dipendente invalido allettato con figlio minore a carico. Nessun rispetto per i bisogni delle donne lavoratrici ma rispetto di un burocrazia acefala.
Negli stessi giorni la direzione ha distribuito un documento in cui si descrive la policy (termine che assomiglia a police ma che vuol dire direttiva) in materia di alcol e droghe: per la “sicurezza e la promozione di stili di vita sani”. I primi capitoli sono esilaranti nello sforzo di voler essere educativi e didascalici: “Cos’è la policy”, “Perché una policy contro l’utilizzo di alcol e droghe”, “Che cosa si intende per alcol e droghe”, “Caratteristiche e contenuti della policy” dove, ma solo nella parte organizzativa (sì usano proprio questa parola), si “proibisce l’assunzione di alcol e droghe”. Stupendo! Un documento burocraticamente dissuasivo. Ma, nei paragrafi conclusivi minaccioso. E siamo in un ospedale.

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