Bicocca, quando il potere crea malessere

I delegati USB impegnati da tempo contro regolamenti e dirigenti iniqui. Il punto della situazione.

In allegato i documenti relativi all'attività di denuncia.

Milano -

Il coordinamento USB presso l’Università di Milano-Bicocca sta svolgendo un’intensa attività di denuncia delle gravi condizioni di malessere organizzativo vissuto dai lavoratori tecnico-amministrativi.

Un particolare impegno è stato inoltre dedicato nel denunciare il potere assolutamente arbitrario che regolamenti d’ateneo attribuivano ai dirigenti nel ripartire risorse di salario accessorio provenienti da attività per conti terzi e da fondi di ricerca.

Nel 2015 la Bicocca era stata interessata da una riorganizzazione amministrativa che da un lato accentrava, direttamente tutte le funzioni amministrative nelle mani del Direttore Generale e spostava d’ufficio numerosi lavoratori, pretendendo da loro l’intercambabilità nello svolgimento delle mansioni senza fornire loro alcuna formazione e creando, dall’altro lato, una gran confusione di ruoli, incertezza nella definizione delle procedure ed enormi difficoltà perfino nella circolazione delle informazioni procedurali (col paradosso di lavoratori che venivano a conoscenza dall’utenza dell’attivazione di nuovo servizi).

Dei gravi disservizi che ne scaturivano venivano accusati i lavoratori, spesso vitttime di ingiusti procedimenti disciplinari per violazione di violazione di (inesistenti) disposizioni di servizio e di inique e penalizzanti valutazioni della loro performance.

COME HA REAGITO IL COORDINAMENTO USB BICOCCA?

Fra il 2016 e il 2018 sono stati due presentati libri bianchi sulle criticità dell’organizzazione amministrativa, in cui venivano analizzate le cause dei più appariscenti disservizi e venivano suggerite ipotesi di intervento. Destinatari di tali documenti sono stati il Rettore, il Direttore Generale, il Nucleo di Valutazione, i componenti degli organi di governo ed il delegato del Rettore per le relazioni sindacali.

Contro regolamenti che, con scopi dichiaratamente divisivi, lasciavano ai dirigenti arbitrari poteri nel ripartire risorse accessorie soltanto fra i propri “cerchi magici” sono stati presentati due esposti all’ufficio prevenzione della corruzione, contestando l’illegalità dei margini di arbitrio lasciati dalle norme regolamentari.

COSA ABBIAMO OTTENUTO?

In accoglimento ai nostri esposti i regolamenti d’ateneo sono stati modificati assicurando da un lato maggior trasparenza ed equità e dall’altro una maggior quantità di risorse finanziarie destinate al salario accessorio.

Abbiamo ottenuto il ritiro del progetto di abolire la possibilità di utilizzare la banca ore per fruire dei riposi compensativi a giornata intera grazie alla presentazione di un esposto, indirizzato al Rettore e al Nucleo di Valutazione, con cui si evidenziava che l’incapacità del Direttore Generale di impedire pochissimi casi di abuso di tale istituto non potevano comportare la generalizzata lesione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Grazie ai libri bianchi è stata fatta chiarezza sulle più critiche lacune nella circolazione delle informazioni, migliorando le condizioni in cui sono chiamati ad operare i   e le lavoratrici.

Le iniziative adottate dal coordinamento USB Bicocca mirano nel lungo termine ad evidenziare che la necessità di tutelare i lavoratori e le lavoratrici da ingiuste accuse per disservizi derivanti da gravi criticità (dis)organizzative attraggono problematiche connesse all’organizzazione dei servizi nel perimetro delle relazioni sindacali, dando pieno titolo alle organizzazioni sindacali di intervenire in tale ambito formulando costruttive proposte.

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