CCNL ELETTRICI: ANCORA UN CONTRATTO A PERDERE ....

Milano -

L’ipotesi di rinnovo contrattuale siglata da FILCEM-FLAEI-UILCEM compromette gravemente il quadro normativo e prevede aumenti salariali insufficienti a mantenere il passo dell’inflazione reale.

Con questa ipotesi viene modificato il parametro medio sul quale ripartire gli importi degli aumenti e dell’una tantum, innalzandolo dal valore di riferimento precedente che era 225 (corrispondente alla BS) al 241 (che corrisponde ad un livello superiore alla BSS). Solo con questo artificio possono parlare di un aumento medio di 111€, che altrimenti sarebbe quantificato in 103,5€, e di aver quindi raggiunto il loro obiettivo economico.

Inoltre non è previsto nessun aumento economico per tutti gli istituti contrattuali quali: indennità varie (eccetto la mancia di 50 centesimi sulla reperibilità), anzianità, finanziamenti al dopolavoro, medicina integrativa……..

In perfetta coerenza si sviluppa anche la parte normativa che non riesce neanche a mantenere il livello attuale facendo gravi passi indietro.

Rimangono a rischio la soppressione della riduzione tariffaria (sconto luce), la forfetizzazione degli straordinari per tutto il personale con funzioni direttive, la costituzione di un unico fondo nazionale per l’assistenza sanitaria integrativa per le quali esiste già la disponibilità delle OOSS firmatarie.

Una forte spinta all’inserimento del lavoro precario è stata poi data dall’ulteriore articolazione delle nuove tipologie contrattuali (apprendistato, contratto di inserimento ecc….), contrariamente a quanto previsto dalla loro piattaforma, con la quale si impegnavano a trasformare tutti i contratti a tempo indeterminato.

A fronte di queste prime valutazioni RdB Energia si impegna dal mese di settembre a mobilitare i lavoratori del settore contro questa ipotesi di accordo.

A questo scopo ha avuto un incontro nella giornata di venerdì 21 luglio presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con Assoelettrica, ENEL e Federutility per esperire il tentativo di conciliazione previsto dalla legge che regolamenta il diritto di sciopero.

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