GRANDI GIORNATE DI LOTTA E DI PRESA DI COSCIENZA DEI LAVORATORI DELLA MAUGERI. CGIL, CISL, UIL NELL'ANGOLO

Pavia -

Fondazione, Cgil, Cisl, Uil da una parte e lavoratori dall’altra. Questo il succo delle tante assemblee, convocazioni, riunioni tenutesi in questi quattro giorni alla Maugeri di Pavia. I primi, uniti come non mai, decisi a far firmare ad ogni costo un accordo che consegna mani e piedi l’istituto al capitale privato, i secondi a pretendere un piano di rilancio che è ancora là da venire. Partiamo da sabato 10. 150 lavoratori autoconvocati si ritrovano in assemblea (senza Cgil, Cisl e Uil, ma con USB, NURSIND e Fials per fare chiarezza sull’accordo che prevede la riduzione degli stipendi per anni affinché la Fondazione si rimetta in sesto dopo le ruberie del passato. Alla fine approvano una mozione che diffida Cgil, Cisl, Uil a firmare senza un piano industriale di rilancio. Lunedì 12: su sollecitazione di un rappresentante della Uil per “far finalmente sentire la propria voce sulla situazione in cui versa l’azienda”, il direttore generale, Gianni Giorgi, convoca un incontro con i dipendenti. Cacciati giornalisti e fotografi, gelo in sala. Sempre lunedì 12: I rappresentanti del Comune di Pavia convocano un incontro alla presenza del sottosegretario alla Sanità Vito De Filippo. Presenti USB, Cgil, Uil, Fsi, Movimento 5 stelle e esponenti del PD  Il viceministro dichiara di non credere che i sindacati possano firmare un accordo senza che prima venga consegnato loro, e quindi ai lavoratori, il cosiddetto Piano industriale. Martedì 13 gran finale: finalmente l’assemblea indetta da Cgil, Cisl, Uil e Fsi per far approvare la bozza di accordo proposta dalla Fondazione e modificata da loro stessi, a iscritti e simpatizzanti. Aula piena, grande tensione, discussioni accese, grida di “Buffoni, venduti”. Alla fine restano pochi lavoratori ma, vista la situazione, gli stessi sindacati collaborazionisti annullano la votazione e cambiano mozione. Adesso vogliono farne passare una che posticipa la firma alla conclusione della procedura del concordato. La confusione aumenta, vincono i contrari ma la mozione, miracolosamente, passa. Forza della matematica che diventa opinione!

Certo non è facile per nessun lavoratore prendere la decisione giusta di questi tempi: troppi i ricatti, le pressioni, le incertezze. Ma mollare senza lottare, senza cercare di ottenere il massimo dalle trattative, farsi intimidire senza reagire, non sono l’atteggiamento migliore. I lavoratori della Maugeri lo stanno imparando a proprie spese ma stanno, faticosamente, imboccando la strada giusta.

 

 

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