Grave incidente in Tenaris Dalmine, vogliamo la sicurezza prima del profitto

Bergamo -

Sabato 13 giugno, presso lo stabilimento Tenaris di Dalmine, un lavoratore dipendente di una ditta esterna è rimasto gravemente ferito al volto durante un intervento all’interno dell’acciaieria.
Da quanto si apprende, l’incidente sarebbe stato causato dal violento “effetto fionda” provocato dall’incastro momentaneo dello spintore del forno. Il rilascio improvviso della tensione avrebbe fatto partire il bozzello della gru, utilizzata abitualmente per questo tipo di lavorazioni, colpendo in pieno volto l’operaio.
Dopo le prime medicazioni sul posto, il lavoratore è stato trasportato con l’elisoccorso a Brescia in codice rosso. Non sarebbe in pericolo di vita, ma risulta tuttora mantenuto in coma farmacologico indotto.
L’impianto resterà sotto sequestro per tutto il tempo necessario al sopralluogo delle autorità competenti, che dovranno accertare la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Come lavoratrici e lavoratori della Dalmine, troppe volte ci siamo detti che “qualche santo ci ha protetti” di fronte a incidenti, mancati incidenti e situazioni pericolose che non hanno prodotto vittime solo per caso. Pochissimo tempo fa, sempre nello stabilimento, si era già verificato un grave episodio con l’incendio di uno dei forni di riscaldo.
Ma la sicurezza sul lavoro non può dipendere dalla fortuna, dai santi o dal caso.
La sicurezza si costruisce ogni giorno, nei reparti, durante la produzione e durante le manutenzioni. Si costruisce con tempi adeguati, personale formato, procedure realmente applicate, controlli effettivi e pieno coinvolgimento dei lavoratori. Non si costruisce con gli slogan, con i tabelloni pubblicitari o con i corsi fatti solo per adempiere agli obblighi formali.
Per USB il punto centrale è chiaro: quando si spinge sempre al massimo per ridurre i tempi di fermo, quando si scelgono appalti al ribasso, quando si pretende velocità invece di sicurezza, quando i lavoratori vengono messi sotto pressione per chiudere prima gli interventi, il rischio aumenta. E a pagarne il prezzo sono sempre lavoratrici e lavoratori, spesso quelli delle ditte esterne, più ricattabili, più esposti e meno tutelati.
La sicurezza non può essere subordinata alla produzione, ai tempi aziendali o ai costi. Nessun capo, responsabile o preposto deve permettersi di fare fretta quando sono in gioco la salute e la vita delle persone. Ogni attività pericolosa deve poter essere fermata, ogni procedura deve essere verificata sul campo, ogni lavoratore deve essere messo nelle condizioni reali di lavorare senza rischiare la propria vita.
Come Unione Sindacale di Base diciamo che non bastano le parole. Servono investimenti veri in prevenzione, manutenzione, organici, formazione e controlli. Serve il pieno coinvolgimento dei lavoratori, degli RLS e delle organizzazioni sindacali. Serve mettere fine alla logica degli appalti al ribasso, perché quando si risparmia sulla sicurezza si mette direttamente a rischio la vita di chi lavora.
Il Collettivo Lavoratori Dalmine e l'USB, di fronte a questo gravissimo infortunio, indice uno sciopero di 8 ore dell’intera fabbrica. Le modalità saranno comunicate successivamente al dissequestro dell’impianto.
Siamo vicini al lavoratore infortunato, alla sua famiglia e ai suoi colleghi. A lui va il nostro augurio di una pronta e completa guarigione.
Ma non basta la solidarietà dopo gli incidenti. Serve cambiare subito il modo in cui si lavora.
La salute e la vita dei lavoratori devono venire prima della produzione, prima dei profitti e prima di qualsiasi esigenza aziendale.