I LAVORATORI VOTANO USB MA SMA E CARREFOUR RICONOSCONO SOLO LA TROIKA SINDACALE. CHE E' D'ACCORDO

Milano -

Vogliono un sindacato di comodo a loro uso e consumo, vogliono qualcuno che non sia mai più contro, vogliono un ufficio stampa incaricato di comunicare alla lettera i propri desiderata ai lavoratori. E lo hanno trovato: si chiama Cgil-Cisl-Uil. Così Sma e Carrefour non riconoscono i delegati delle Rsu aziendali regolarmente votati da tanti lavoratori e non vogliono discutere con loro. E Cgil-Cisl-Uil sono d’accordo con le direzioni. Tutte e due le parti sono, ognuna per propri fini, oggettivamente unite contro lavoratori e USB. Questa è la situazione non solo  in Sma e Carrefour ma in tutta Italia. E’ la fine di un percorso lungo decine di anni. Percorso che ha visto l’attacco feroce alle condizioni di vita e di lavoro di chi sta alle casse o nei magazzini con stipendi da fame, ritmi e carichi di lavoro bestiali, licenziamenti. Ma ribellarsi si può e lo dimostrano i voti riversati da sempre più lavoratori verso i delegati USB e la contemporanea diminuzione di quelli dati a Cgil-Cisl-Uil. All’attacco di padroni e sindacati collusi si può rispondere solo in un modo: con la lotta giorno per giorno, con la resistenza alle pressioni della direzione e di quei sindacalisti, con la risposta colpo su colpo alle prevaricazioni. E soprattutto con l’unità, la solidarietà, la colleganza. Si deve rifiutare la logica della contrattazione individuale, del rapporto diretto padrone-lavoratore, della delega in bianco a ruffiani e maneggioni.E pretendere che i delegati USB siedano, alla pari di tutti gli altri, nelle Rsu e ai tavoli delle trattative. Lo vogliono i lavoratori che li hanno eletti.

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