IL 24 OTTOBRE HA EMESSO LA SUA SENTENZA: IL PAESE E’ PRONTO E LO SCIOPERO DEL 30 OTTOBRE E’ NECESSARIO E TEMPESTIVO
Il 24 ottobre è arrivato ed è già passato. Doveva essere un giorno importante e lo è stato.
Intanto sono arrivate alcune rilevanti conferme:
- Il governo sta decisamente puntando sulla repressione violenta per provare ad arginare l’onda di protesta che si sta levando in tutto il paese. Nel contempo ignora i problemi che stanno portando alla paralisi del paese perchè non ha nè capacità nè soluzioni.
- Tutto questo, però, non ha intimidito le decine di migliaia di persone che si sono riversate nelle piazze in tutta Italia, così come a Milano, sfidando la repressione del governo e le preannunciate ronde fasciste.
- il movimento in Italia ha caratteristiche sicuramente generazionale: i giovani non vogliono più pagare lo scotto di trent’anni di politiche di precarizzazione del lavoro e della vita. C’è un piano politico chiaro che si oppone sicuramente a questo governo fascista ma più ancora ad un sistema internazionale di stampo capitalistico che ha trovato nella guerra un modo disperato per prolungare la propria sopravvivenza
- Lavoratrici e lavoratori, insieme alle loro famiglie, stanno pagando direttamente sulla propria pelle come mai prima lo scotto del carovita che in gran parte è determinato dalle scelte del governo, sia in ambito geopolitico che più meramente economico, destinando risorse al riarmi invece che ai bisogni dei cittadini: sanità, istruzione, servizi pubblici, salario
- Il genocidio in Palestina e il ruolo dei paesi occidentali rimane uno degli epicentri attorno al quale si è disposti a mobilitarsi
In questo clima, si avvicina lo sciopero generale del 30 ottobre, una giornata di lotta che si ripromette di mettere insieme tutte queste proteste che, in fondo scaturiscono dalle medesime parole d’ordine dello sciopero, Contro il carovita, no alla guerra e al riarmo, abbassate le arme alzate i salari: noi produciamo ricchezza, voi ladri di futuro!
Ieri la nostra giornata è iniziando con un’azione di protesta sotto la sede dell’ARERA, l'autorità che dovrebbe regolamentare il mercato dell’energia. Lo abbiamo fatto scaricando davanti all’edificio quintali di letame per provare a ritornare al destinatario un po’ della “merda” nella quale ci stanno facendo vivere.
Subito dopo una carovana si è mossa per Milano per ribadire ai cittadini le ragioni dello sciopero generale. Lo abbiamo fatto passando anche dal presidio per la Palestina, oggi eccezionalmente in Piazza Leonardo da Vinci, dove centinaia di persone erano radunate, come ogni sabato, a difesa della Palestina, dove abbiamo portato la nostra solidarietà e l’invito a partecipare allo sciopero.
Nel frattempo, diversi cortei spontanei sono partiti da diversi punti della città, trasformandosi in un fiume di migliaia di persone che oltre a rivendicare la propria identità antifascista contro la repressione, hanno messo al centro dell’attenzione i temi legati al futuro dei giovani, l’avversione alla guerra, la condanna dello stato genocida di Israele ma soprattutto la rivendicazione di un avvenire non legato alla guerra che l’infame Europa sta disegnando per loro.
L’USB è e sarà concretamente al fianco di chiunque rivendichi libertà, antifascismo, salario, diritti, pace, servizi pubblici, istruzione, diritto all’abitare.
Lo sciopero del 30 ottobre, che si sta rivelando sempre più necessario e tempestivo, si assume obbligatoriamente anche questa funzione che dovremo essere in grado di rappresentare in tutte le piazze nelle quali saremo presenti.