LA FIS NON ARRIVA, LE SCODELLATRICI VANNO SOTTO LA REGIONE

Milano -

Qualche buona decina di scodellatrici delle mense scolastiche di Milano e provincia – organizzate da Usb lavoro privato - si sono trovate oggi pomeriggio sotto la Regione Lombardia. Protestavano perché il contributo Fis (ammortizzatore sociale) che spetta loro non sta arrivando con regolarità. Alcune non hanno ricevuto neanche quello relativo al mese di marzo. Grida, slogan, fischetti e tanti interventi al microfono hanno esclamato la loro rabbia. Anche perché la loro abituale situazione lavorativa è da sempre ignorata da tutti: Governo, Regioni, Comuni, partiti, anche i soliti sindacati confederali. Mediamente lavorano 3-4 ore al giorno, guadagnano 500-600 euro al mese, d’estate vengono messe in sospensione e non portano a casa niente - nessun sussidio, nessun ammortizzatore sociale - pur avendo un contratto a tempo indeterminato. Pagano ogni mese assieme ai padroni) - spesso senza neanche saperlo - un ente bilaterale (ente privato tra padroni e sindacati confederali) che dovrebbe sostenere il loro reddito quando questo viene a mancare. Quale momento migliore di questo - pessimo - che stiamo passando per vederlo all’opera e capirne l’utilità? Ma il silenzio è tombale.

Non sono mancati slogan contro la pessima prova data dalla Regione Lombardia durante questi mesi segnati dal corona-virus: impreparazione, improvvisazione, incapacità. Risultato: quasi 16.000 morti, la metà di quelli italiani.

Richiesto un incontro con esponenti della regione, scodellatrici e sindacalisti Usb si sono trovati davanti consiglieri regionali e comunali della Lega ai quali hanno spiegato tutte le ragioni di cui sopra. La risposta, come sempre, è stata la promessa di interventi regionali, comunali e governativi. Vedremo in cosa si concretizzeranno.

 

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