Linea Gestioni Crema: Azienda e sindacati confederali uniti per togliere soldi e dignità ai lavoratori

Crema -

A luglio 2016 i sindacati confederali hanno sottoscritto il rinnovo del contratto nazionale dell'igiene ambientale che prevede:

·         Aumenti economici irrisori (70€ in tre rate, due nel 2017 di € 25 e gli ultimi 20 euro nel dicembre 2018) mentre 30€ sono sfilati dalle tasche dei lavoratori per finanziare il cosiddetto welfare aziendale gestito, naturalmente, dai firmatari del contratto e dalle aziende (per inciso “welfare aziendale” si traduce in “morte del servizio pubblico”);

·         Trattenute economiche e perdita dei diritti sulle cosiddette malattie brevi (vietato ammalarsi);

·         Orario di lavoro da 36 a 38 ore - a gratis - per un lavoro considerato usurante e, aggiungiamo, invalidante.

I risultati della consultazione sulla piattaforma contrattuale non sono mai stati resi pubblici. Di certo sappiamo che, a Crema, aveva ricevuto un no secco dai lavoratori.

Dopo la firma del disastroso contratto tutto sbilanciato sulle necessità aziendali il mandato dei lavoratori a chi doveva trattare era chiaro: l'introduzione delle due ore in più doveva essere contrattata.

L'azienda ha risposto con un muro decidendo unilateralmente di far proseguire il turno di due ore un giorno della settimana (in sostanza hanno costruito un turno aggiuntivo) aggravando esponenzialmente lo stress e la fatica dei lavoratori (a differenza di altre aziende del gruppo A2A, dove le due ore sono state contrattate ed in alcune “spalmate” sull'orario settimanale) ed i sindacati gialli si sono inchinati a questo volere facendo una trattativa decentrata da cui l'RSU è stata esclusa perché fatta decadere il 30 aprile, alla faccia della democrazia e del rispetto dei lavoratori.

Ma quali favolose conquiste sono state ottenute dai professionisti della trattativa?

·         La più eclatante è il riconoscimento di un ticket da 1,50€ (non è un errore di stampa un euro e cinquanta centesimi) al giorno a tutti i lavoratori presenti in servizio;

·         Distribuzione ineguale del premio aziendale (penalizzazione dei lazzaroni? No! Premio alla fedeltà aziendale dei capi);

·         Ciliegina sulla torta, riconoscimento dei permessi quando qualcuno ha bisogno di un permesso (ovvero quello che nelle aziende normali è un diritto qui viene venduto come conquista).

Come è possibile ottenere il consenso dei lavoratori a proposte simili? Semplice, visto che ormai promesse e minacce non servono più, basta non far votare l'assemblea ed organizzare un referendum farlocco senza nessun controllo né garanzia, senza nemmeno segnare chi ha votato chi no ed il gioco è fatto.

USB chiede, allora, ai lavoratori di rifiutare accordi così ridicoli.

Ai cittadini di aver pazienza perché questa corrispondenza d'amorosi sensi tra una delle peggiori aziende del gruppo A2A ed i sindacati firmatari non può che far aumentare il conflitto e causare dei disservizi.

Agli amministratori pubblici di iniziare ad interessarsi anche al modo in cui i servizi che pagano sono erogati e a quali costi, soprattutto in termini di schiene e spalle rotte.

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