L'ISTITUTO DEI TUMORI DI MILANO E' ALLO SBANDO. USB E NURSIND CHIEDONO UN CONFRONTO PUBBLICO CON GOVERNO E REGIONE. E SUBITO UN INCONTRO CON IL MINISTRO LORENZIN

Milano -

A settembre si è dimesso il direttore scientifico, pochi giorni fa il direttore generale. Nel mezzo, una pressante campagna di USB e NURSIND per denunciare la grave situazione gestionale, sanitaria, sindacale in cui versa l’Istituto dei tumori di Milano. E l’arzillo presidente Giuseppe di Leo che fa? Minimizza. Chi è responsabile invece sono USB e NURSIND che, prima hanno evidenziato il tentativo di smantellare le importanti strutture oncologiche dell’Istituto in favore dei privati e, oggi chiedono al ministro della Salute e al relativo assessore regionale, un confronto pubblico, da tenersi entro gennaio, per fare chiarezza su che futuro si vuole dare al più importante ospedale di cura e ricerca sul cancro esistente in Italia. E' di oggi, 12 gennaio, la richiesta di un incontro preliminare all'assemblea con il ministro Beatrice Lorenzin. Tutti quelli che lavorano nell’Istituto, medici, infermieri, personale tecnico, devono poter dare informazioni e indicazioni e fare proposte su come deve funzionare, che servizi dare, quali apparecchiature deve utilizzare per funzionare al meglio. Il loro contributo, frutto di una lunga esperienza di lavoro e di studio, è indispensabile per fornire il massimo della qualità curativa ai tanti pazienti che pongono la vita nelle loro mani. Che dovrebbe essere il vero obiettivo del lavoro di tutti nella sede di via Venezian.

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