Lombardia Accordo RAR 2026: La farsa dei tavoli regionali è svelata. La Regione decide da sola, i sindacati firmatari certificano la propria impotenza.

Ennesimo taglio alle Risorse Aggiuntive Regionali da parte della Regione Lombardia. I sindacati firmatari ad oggi oppongono solo una protesta di facciata.

Milano -

L’accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) per il 2026 non è semplicemente l’ennesimo schiaffo ai lavoratori della sanità pubblica lombarda: è la prova definitiva del fallimento di un intero modello di relazioni sindacali.

Mentre il Consiglio Regionale e la Giunta vanno avanti dritti per la loro strada, tagliando e diluendo le risorse, i sindacati complici e titolari della trattativa si confermano per quello che sono: spettatori non paganti di decisioni già prese altrove. La Regione ha tirato dritto senza fermarsi un solo secondo, dimostrando nei fatti che il tanto sbandierato "potere contrattuale" delle sigle confederali e autonome semplicemente non esiste.

Per anni hanno venduto ai lavoratori l'illusione di aver "ottenuto i tavoli in Regione", spacciandoli per conquiste storiche. Oggi la realtà svuota di ogni significato quella narrazione: quelli che si tengono al Pirellone non sono tavoli di trattativa, sono semplici stanze di compensazione dove si firmano verbali d'intesa preconfezionati. Non c'è alcun margine di negoziazione, c'è solo la ratifica unilaterale delle scelte politiche della Regione.

I risultati di questa totale assenza di forza contrattuale sono sotto gli occhi di tutti i lavoratori, già stremati da turni massacranti e carenze d'organico:

  • Quote pro-capite ridotte al minimo storico.
  • Risorse diluite su una platea più ampia senza un reale stanziamento aggiuntivo.
  • Cancellazione della quota per tutti i turnisti, un diritto elementare scippato nel silenzio generale.

La sottomissione di queste sigle è totale: di fronte a questo scippo legalizzato, non è stata proclamata nemmeno un'ora di sciopero, né un'ora di contestazione o di mobilitazione reale da parte di chi doveva difendere i diritti del personale. Si preferisce la complicità passiva alla lotta.

È ridicolo e ipocrita vedere oggi quegli stessi sindacati produrre comunicati indignati a giochi ormai fatti. Non ci si può scandalizzare a posteriori per una proposta che si è contribuito a legittimare sedendosi a quei tavoli-farsa, senza muovere un dito o bloccare i reparti. Chi conduce questo finto confronto, senza mai dare la parola alla piazza, è complice del risultato.

I lavoratori della sanità lombarda non hanno bisogno di dichiarazioni di principio postume, ma di un sindacato che rifiuti la logica della concertazione a perdere. È ora di rompere questo schema: la sanità si difende con il conflitto e con la mobilitazione reale, non firmando le cambiali in bianco della Regione Lombardia. Chi conduce questo finto confronto, senza mai dare la parola alla piazza, è complice del risultato.

Tutto questo succede mentre, sul piano generale, il governo si appresta ad utilizzare decine di miliardi di spesa pubblica per l'acquisto di armi che serviranno per alimentare la guerra (da servi degli Stati Uniti) in Ucraina e per sostenere lo stato terrorista e genocida di Israele nella sua operazione di stampo neonazista contro il popolo palestinese: alla salute e alla cura della vita, si antepongono morte e distruzione.

Basta con la farsa dei tavoli regionali! Riprendiamoci la dignità e il salario!

USB SANITA’