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Lodi -

Il 29 settembre si è svolto un incontro tra DP di Lodi, RSU ed OO.SS. territoriali.
 
Si è discusso principalmente della richiesta che la DP ha presentato alle lavoratrici ed ai lavoratori in tema di piano ferie.
 
La DP ha sostenuto che la richiesta di piano ferie trimestrale si è resa necessaria a causa dell'elevato numero di giorni di ferie residue in capo ai dipendenti della struttura, nettamente più alto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (anomalia secondo noi più che comprensibile in questa fase emergenziale di incertezza sul futuro), ed al fine di assicurare la fruizione delle ferie a tutti i dipendenti che lo richiedono senza compromettere il funzionamento dell'ufficio.
 
USB ha manifestato disappunto per una richiesta di pianificazione trimestrale delle ferie, per di più in un momento storico come questo, sottolineando che si tratta di un'assoluta anomalia nel panorama lombardo (non ci risulta che altre DP della Lombardia abbiano avanzato simili richieste). Abbiamo chiesto quindi di rivedere la richiesta, posticipando il termine di presentazione del piano ferie, limitandolo ai soli mesi di novembre e dicembre e specificando con chiarezza che la richiesta di pianificazione doveva essere intesa in maniera non rigidamente vincolante.
 
Il 30 settembre la DP ha inviato una e-mail a tutti i dipendenti, per conoscenza anche alle parti sindacali.
 
Nella suddetta e-mail è stato posticipato il termine di presentazione al 7 ottobre (noi avevamo chiesto almeno fino al 15), senza escludere dalla pianificazione il mese di ottobre (come aveva invece chiesto USB). A nostro avviso poi la comunicazione non ha recepito le richieste di flessibilità avanzate da USB durante l'incontro. La comunicazione è infatti caratterizzata da un complessivo impianto di rigidità che mal si concilia con gli eventi che stiamo vivendo.
 
Possiamo ritenere legittimo che una Direzione Provinciale pianifichi le ferie dei propri dipendenti al fine di permettere a tutti i lavoratori la fruizione delle stesse entro l'anno (quando richiesto) e che la stessa richieda il rispetto del CCNL da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, al fine di evitare che vi siano colleghi che, in assenza di gravi ragioni personali, chiedono di riportare l'intero monte ferie all'anno successivo.
 
Non riteniamo invece accettabili forzature che vanno a limitare la possibilità (contrattualmente riconosciuta) di ottenere il rinvio delle ferie per motivate esigenze di carattere personale. Esigenze che attengono magari al timore di un riacutizzarsi dell'emergenza epidemiologica o al dovere di assistenza nei confronti dei figli, data l'incertezza relativa alla prosecuzione della didattica in presenza.
 
Nella comunicazione del 30 settembre si legge che:
 
1- "la valutazione delle “motivate esigenze personali” rappresentate dai colleghi in sede di richiesta di rinvio delle ferie all’anno successivo verrà valutata a stretto giro, nel caso in cui tali motivazioni abbiano natura oggettiva e si riferiscano ad eventi certi. Negli altri casi, invece, tale valutazione sarà effettuata successivamente al termine del 9 ottobre, applicando la necessaria flessibilità (atteso il particolare contesto attuale) ma tenendo anche conto del numero di giorni per i quali si chiede il rinvio, sia a livello individuale che collettivo";
 
2- "considerato l’anticipo con cui il piano ferie è predisposto, ogni dipendente potrà, anche successivamente al 9 ottobre ma previa intesa col proprio responsabile, modificare le date delle ferie precedentemente indicate, purché il  numero complessivo dei giorni di ferie fruiti entro l’anno resti invariato e sia garantita la continuità operativa degli Uffici/Aree)";
 
3-"in caso di mancata presentazione del piano ferie o di indicazione nello stesso di un numero di giorni inferiore a quelli spettanti, al netto dei giorni per cui sia stata accolta la richiesta di rinvio all’anno successivo, il datore di lavoro potrà disporre le date di fruizione delle ferie in modo tale da garantirne l’esaurimento entro l’anno di spettanza";
 
Vogliamo ricordare a tutte le lavoratrici ed a tutti i lavoratori della DP di Lodi che a differenza di quanto affermato nei passaggi sopra citati, l'amministrazione non può in alcun modo entrare nel merito delle motivazioni addotte dal lavoratore a supporto della richiesta di rinvio per motivi personali. Nell'orientamento applicativo ARAN-RAL495 si legge infatti che "...qualunque esigenza, purché motivata, del dipendente può dar luogo al rinvio all’anno successivo e non deve trattarsi quindi necessariamente di impossibilità di fruizione delle stesse da parte dell’interessato. Infatti, il concetto di ”motivate esigenze personali” è sicuramente più ampio e generico di quello di “impossibilità”, e quindi può ricomprendere ipotesi riconducibili alle più diverse motivazioni e non solo quelle di impedimento oggettivo o soggettivo alla fruizione delle ferie, ... In tale contesto normativo, il diritto del dipendente è soggetto al solo limite espressamente previsto delle esigenze di servizio che possono condizionare la fruizione delle ferie entro il 30 aprile dell’anno successivo, senza valutazione da parte dell’amministrazione dei motivi addotti dal dipendente ai fini del rinvio.".
 
Non si comprende quali potrebbero essere, nel caso di specie, le esigenze di servizio (che dovrebbero essere comunque sempre specificate nella motivazione del rigetto) che possono giustificare il mancato accoglimento dell'istanza di rinvio dei giorni di ferie (indipendentemente dal numero di cui si chiede il rinvio, in relazione al quale il CCNL non prevede alcunché). Per garantire la funzionalità della struttura, infatti, la Direzione Provinciale potrà sempre disporne la fruizione d'ufficio nel corso del primo quadrimestre del 2021.
 
Il lavoratore, inoltre, anche successivamente alla presentazione del piano ferie, può legittimamente chiedere ed ottenere il rinvio per motivi personali (magari sopraggiunti) delle ferie già inserite nel piano ferie.
 
Il piano ferie non costituisce infatti una richiesta ufficiale di ferie (per la quale è invece prevista un'apposita procedura formale mediante un'applicazione informatica che garantisce la tracciabilità delle richieste e degli eventuali dinieghi). Le uniche funzioni del piano ferie sono da una parte quella di consentire all’ufficio di garantire il proprio funzionamento nei periodi di maggiore richiesta di ferie da parte dei colleghi, dall'altra quella di consentire al Lavoratore di pianificare le proprie ferie senza il rischio di vedersi poi negata la dovuta e successiva richiesta formale. Nulla osta a che il lavoratore possa quindi legittimamente comunicare in qualsiasi momento che non intende usufruire dei giorni indicati nel piano ferie, chiedendone il rinvio per motivi personali. Come già detto la richiesta di rinvio potrà essere rigettata solo per esigenze di servizio (orientamenti applicativi ARAN-RAL495).
 
"in caso di mancata presentazione del piano ferie o di indicazione nello stesso di un numero di giorni inferiore a quelli spettanti, al netto dei giorni per cui sia stata accolta la richiesta di rinvio all’anno successivo", infine, il CCNL Funzioni Centrali non vieta che il lavoratore possa richiedere il rinvio dei giorni residui per motivi personali. Se il datore di lavoro riterrà di dover rigettare l'istanza dovrà esplicitare le motivazioni (esigenze di servizio) a supporto del rigetto ma non potrà entrare comunque nel merito delle motivazioni personali a fondamento della richiesta di rinvio.
 
In data odierna abbiamo inviato una nota alla DP di Lodi con queste osservazioni.
 
Auspichiamo che da parte Datoriale giungano sul punto le necessarie precisazioni.
 
Invitiamo comunque tutte le lavoratrici ed i lavoratori di Lodi a segnalare ai nostri delegati territoriali o alla nostra casella funzionale (lombardia.agenziefiscali@usb.it) ogni eventuale "anomalo" rigetto della richiesta di rinvio ferie per motivi personali.
 
Aiutaci a diffondere questo comunicato. Condividi con colleghe e colleghi.
 
Grazie
 
USB P.I. Agenzie Fiscali

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