Operatori esauriti, sanità al collasso! Il 28 gennaio sciopero della sanità pubblica per assunzioni, stabilizzazioni e investimenti

A Milano appuntamento con un presidio alle ore sotto l'ATS, ente fondamentale nella strategia della privatizzazione del sistema sanitario regionale e complice nella gestione dissennata della pandemia

Milano -

Un servizio sanitario perennemente al collasso frutto di uno smantellamento della sanità pubblica con assoluto devastamento della medicina territoriale, è il prezzo che stanno pagando oggi  i cittadini e i lavoratori della sanità pubblica.

A due  anni dalla prima emergenza sanitaria causata dal SarsCov-2 ,nulla è cambiato:

 gli ospedali vivono le stesse criticità di sempre, anzi per certi aspetti molte cose sono peggiorate, le tante promesse   fatte dalla politica e dalle istituzioni di investimenti su questo settore  si sono rivelate  solamente chiacchiere,  delle migliaia di assunzioni di personale sanitario e del  potenziamento delle reti territoriali  annunciate neanche l’ombra.

In questi ultimi decenni i continui tagli di posti letto e delle risorse alla sanità pubblica ,messe in atto dai vari governi, insieme a  l’abbattimento della medicina territoriale, oggi  hanno portato ad un risultato catastrofico tanto che, per far fronte  all’emergenza sanitaria ,si è arrivati  alla chiusura di molte specialità importanti, dei servizi ambulatoriali e delle sale operatorie, rinviando migliaia di interventi chirurgici, che in questi mesi hanno portato anche alle così dette  morti indirette da covid.

A questo si aggiunge la totale assenza di prevenzione e cura  della rete territoriale di medicina, che ha riversato tutti i pazienti negli ospedali, anche quelli che potevano essere assistiti sui territori o a domicilio.

Personale sanitario indotto  a lavorare in  pessime condizioni  di sicurezza, costretto a turni di lavoro massacranti ,con stipendi sempre più a ribasso  e umiliato da un prossimo rinnovo contrattuale che porterà pochi spiccioli nelle tasche dei lavoratori Eroi, e da qualche indennità di decine di euro che per alcuni sindacati sembra la risoluzione di tutti problemi, quando in altri paesi sono arrivati vere riforme strutturali nei salari dei dipendenti della sanità con incrementi di centinaia di euro.

Anche in Lombardia il  servizio sanitario  regionale , che per decenni è stato incoronato come  un sistema eccellente , in questi mesi di pandemia si è sgretolato. La regione Lombardia è stata la più colpita come numero di vittime e di contagi ;  ricordiamo le triste vicende delle morti  VOLUTE nelle  RSA. Nulla si  è  fatto in questi mesi ,a parte una riforma del sevizio sanitario regionale che non ha fatto altro che privatizzare ancore le cure, una riforma affrettata ed irresponsabile voluta dalla politica di centrodestra, finalizzata a mettere le mani sul malloppo destinato alla Lombardia dal PNRR ,e nella fattispecie, l’interesse principale non sarà mai la cura o la salute, ma istituire nuove cariche politiche e soprattutto abbuffarsi dei tanti milioni destinati all’edilizia sanitaria.

Oggi sono questi i punti  principali che hanno portato a scioperare USB e a manifestare davanti alla sede dell’ATS Città Metropolitana di Milano, alla quale il “sistema” attribuisce compiti di accreditamento (facile) delle strutture sanitarie e socio-sanitarie ma, soprattutto, di controllo del rispetto delle regole stabilite a monte e violate dalle diverse Direzioni “cugine” delle Aziende Ospedaliere, come più volte USB ha avuto modo di segnalare e denunciare, senza ricevere alcun riscontro. Un atteggiamento complice e determinante nella distruzione e precarizzazione del sistema sanitario pubblico della regione, a favore della sanità privata, e che ha contribuito all’esito drammatico della pandemia nelle nostre RSA dove stimiamo che i morti siano stati circa 13.000

A Milano, ore 11
Presidio presso ATS MIlano
Corso Italia 52, Milano

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