RIUSCITO IL PRESIDIO USB DELLA SEDE DEL PD DI MILANO

Milano -

Una cinquantina di lavoratori dell’USB si sono avvicendati al presidio della sede del PD di Milano. O, per meglio dire, vicino alla sede dato che la Questura, su pressione di qualcuno, ha vietato di avvicinarsi all’8 di Via Pergolesi. Lì davanti ci poteva stare solo un cellulare della Polizia. I presenti hanno comunque dato vita a volantinaggi, speakeraggi, discussioni con passanti. Al centro della protesta, le ultime proposte sul lavoro del neo segretario del PD, Matteo Renzi, il cosiddetto Jobs Act. Nonostante l’inglesismo tanto caro al sindaco di Firenze, la sostanza è la stessa di Monti e Fornero: maggiore flessibilità (come se non bastasse quella attuale) e altri sconti fiscali e retributivi alle aziende. La promessa è la solita: si creerà maggiore occupazione. Un’illusione come dimostrano i dati più recenti che indicano la disoccupazione al 12,7 per cento con quella giovanile al 41,6. La realtà è che peggioreranno ancora le condizioni di lavoro, diminuiranno garanzie, salari e diritti.

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