SCODELLATRICI E AUSILIARIE GRIDANO IL NOME DI SALA. MA L’IMBOSCATO NON RISPONDE

Milano -

Un’ottantina di scodellatrici e ausiliarie di Milano, Opera, Paderno Dugnano, Cesano Boscone si sono trovate oggi davanti il Comune di Milano. Per tre ore, sotto la pioggia, hanno gridato il nome di Sala, ma lui ha continuato a imboscarsi dietro la sua scrivania. Volevano essere ricevute per chiedergli perché non interviene presso Milano Ristorazione e le sue cooperative che non rispettano le direttive del governo: aiutare con gli ammortizzatori sociali i lavoratori che non percepiscono salario. La richiesta di scodellatrici e ausiliarie è che si allunghi la Fis per tutta l’estate per fare in modo di recuperare in parte la mancanza del misero salario  (500-600 euro al mese) che normalmente percepiscono. Sala è proprietario, come Comune, di Milano Ristorazione e come sindaco della città metropolitana di Milano responsabile della programmazione della rete scolastica. Se volesse potrebbe costringere Milano Ristorazione a intimare alle quattro cooperative sue appaltatrici a utilizzare la Fis fino all’apertura delle scuole. Così come ha cambiato i termini dell’appalto a Mi Rist affinché destinasse parte dei suoi dipendenti ai centri estivi (altra richiesta di scodellatrici e ausiliarie). L’infingardo si è scosso solo dopo che un consigliere dell’opposizione, Fabrizio de Pasquale di Forza Italia, ha ricevuto una delegazione di Usb e lavoratrici. Poco dopo è arrivato trafelato Roberto Munarin, direttore Area lavoro e formazione. Hanno fatto la loro fugace e silenziosa apparizione il capogruppo del Pd, Filippo Barberis, e il capo di gabinetto Mario Vanni. Munarin si è dimostrato competente e sul pezzo e disponibile a sensibilizzare Comune, Mi Rist e cooperative. Aspettiamo qualche giorno.

 

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