Smantellamento Sanità Pubblica: i Comitati lottano e l'USB c'è!

Milano -

Un successo il presidio al Pirellone del 7 maggio con la partecipazione di centinaia di cittadini che chiedono la riapertura notturna del Pronto Soccorso di Abbiategrasso, arrivati con quattro pullman e accompagnati dai sindaci dei comuni dell'Abbiatense. Ma potrebbe non bastare.

È infatti una storia lunga anni, partita con il decreto ministeriale n. 70 del 2015 a firma Lorenzin, duranti i quali USB ha già denunciato in perfetta solitudine il pericolo di chiusura dei Pronto Soccorso, inascoltata dalle forze politiche e sindacali ma in sintonia con i  cittadini che si sono costituiti in comitato cittadino. Abbiamo denunciato che la chiusura notturna li avrebbe trasformati in punti di primo soccorso; per, sia i politici locali che quelli regionali, questo ci hanno accusato di essere dei visionari e di fare terrorismo nei confronti di lavoratori e cittadini.

Ma poi la chiusura notturna (dalle 20.00 alle 8.00) del Pronto Soccorso di Abbiategrasso, avvenuta il 12 
dicembre del 2017 ha dimostrato chiaramente che avevamo ragione. Per questo, il 26 gennaio del 2017 abbiamo occupato per una notte il pronto soccorso e dato il via, attraverso la costituzione del comitato cittadino, a tante iniziative di dibattito, denunce e raccolte di firme, fino ad arrivare alla manifestazione di ieri 7 maggio che ha visto la partecipazione di oltre 300 cittadini, organizzati col comitato, e dell’USB, unico sindacato impegnato in questa lotta.

Una storia ancora più assurda se si pensa che nel 2016 per quel Pronto Soccorso erano stati spesi 30 milioni.

Una storia che si ripete, grazie alla Regione Lombardia che ha fatto chiudere le porte ai Pronto Soccorso di: Mede, Mortara, Abbiategrasso, Sant'Angelo lodigiano, Somma Lombardo, Morbegno, Casorate Primo, Vaprio D'Adda, Livigno, Bormio, Bollate, in ossequio alle politiche di smantellamento e chiusura dei servizi sanitari di cui la regione Lombardia è complice, come ad esempio   la Delibera regionale N° XI/1406 del 17/12 2018 che impone la chiusura dei pronto soccorso che non raggiungono le cento prestazioni medie giornaliere.


La realtà è che invece di assumere personale infermieristico, medici e personale di supporto a coprire le carenze di organico oramai strutturali e sotto gli occhi di tutti, si chiudono o accorpano i servizi, si preferisce esternalizzare per favorire le strutture private.

Siamo preoccupati delle imminenti chiusure di altri servizi e Pronto soccorso e disponibili a supportare i comitati dei cittadini in questa battaglia a difesa del Servizio sanitario Nazionale, come stiamo facendo anche a Merate dove a rischio chiusura sono il Pronto Soccorso ed altri reparti. Disponibili a costruire una rete di comitati che sia capace di mettere in discussione e fermare le politiche di smantellamento del SSN in Lombardia e che avvantaggiano  esclusivamente chi trae profitto dalle chiusure, dalle esternalizzazioni, dalle privatizzazioni: i faccendieri, i clan e i comitati d’affari che governano da sempre la sanità in questa regione.

È una politica in perfetta continuità con quella della precedente Giunta Regionale: basti pensare che l'ex Governatore  della Regione Formigoni è in carcere a Bollate e il nuovo Fontana è stato iscritto nel registro degli indagati e non crediamo  davvero dorma sogni tranquilli, visto che proprio 
ieri ci sono state  96 misure cautelari, tutte per corruzione. Quando si dice Continuità Politica!
Tutto questo avveniva proprio mentre 400 cittadini, studenti, lavoratori e pensionati protestavano per la già avvenuta chiusura notturna del pronto soccorso di Abbiategrasso e per quella possibile di quello di Merate.



Per tutte queste ragioni, l'USB chiederà un incontro all'Assessorato regionale al Welfare al fine di ribadire le proprie posizioni e fare precise richieste a tutela dei servizi sanitari pubblici.

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