Studenti in alternanza scuola lavoro nei centri vaccinali: no grazie!

Dall’inizio della pandemia le pecche del sistema sanitario lombardo sono emerse in modo netto ed evidente.

Milano -

L’ultimo atto di un disastro che ha investito le terapie intensive, la sanità territoriale, la campagna di tamponi e tracciamenti è senza dubbio la campagna vaccinale: in Lombardia sta andando a rilento, solo il 70% delle dosi disponibili sono state somministrate, a leggere i dati resi pubblici dal ministero della salute; abbiamo assistito a ritardi inauditi nella vaccinazione degli over 80, a sms sbagliati per il personale dei servizi essenziali. Il personale delle scuole a volte si è trovato la prenotazione sul fascicolo sanitario, senza avvisi, a volte ha ricevuto sms senza che apparisse alcunché sul fascicolo. Molti non hanno potuto fissare il richiamo, perché il sistema la settimana scorsa è andato totalmente in tilt. Il completo fallimento gestionale di ARIA, l’azienda partecipata per l’innovazione e gli acquisti, è solo un’ulteriore conferma del fatto che questo sistema gestito in un connubio tra pubblico privato, a tutto favore del privato, non funziona e va cambiato, così come gli avvicendamenti avvenuti nella giunta lombarda non ne hanno intaccato le scelte di fondo, completamente asservite al privato, al mercato e dannose per i cittadini.

In una situazione così kafkiana, nata da decenni di tagli di personale e risorse nella sanità pubblica, scopriamo che l’Istituto Auxologico Italiano, centro vaccinale nelle sue sedi, propone alle scuole che di inviargli gli studenti maggiorenni in alternanza scuola lavoro, perché assistano il personale medico e infermieristico nei centri vaccinali, chiedendo loro di verificare la completezza delle autocertificazioni di chi si vaccina, di supportare i personale nell’inserimento dati al computer e nell’organizzazione dei flussi dei pazienti.

La riteniamo una cosa gravissima, come riteniamo grave che i dirigenti scolastici pubblicizzino questa possibilità presso gli studenti come ha fatto la Dirigente del Liceo M. Curie di Meda, con una circolare che alleghiamo.

Le scuole sono chiuse per fermare la diffusione del virus, i ragazzi sono privati di una vera didattica e di una normale socialità da più di un anno e dovrebbero andare a sopperire alle carenze di un sistema sanitario regionale allo sfascio, svolgendo compiti che comportano un certo grado di responsabilità, mettendosi a rischio contagio? Tutto questo perché ancora una volta non si investe e non si stabilizzano i lavoratori della sanità, mettendo pezze vergognose sfruttando ragazzi che ben altro dovrebbero fare, a partire dal tornare in una scuola sicura per poter studiare e costruire il loro futuro.

RAGAZZI RIFIUTATEVI, FAMIGLIE RIBELLATEVI.

NO ALLO SFRUTTAMENTO DEGLI STUDENTI, SÌ AD ASSUNZIONI STABILI E INVESTIMENTI IN UN SISTEMA SANITARIO DAVVERO AL SERVIZIO DEI CITTADINI.

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