Tutelare la salute non è reato: noi stiamo con Scorzelli

Oggi va in scena l'ennesimo tentativo di sbarazzarsi di un delegato USB che, in linea con il nostro modo di intendere il sindacato, si è sempre schierato convintamente dalla parte delle lavoratrici e lavoratori e dei cittadini e del loro diritto alla salute

Lecco -

Si è svolta oggi la prima fase della (ennesima) contestazione d’addebito disciplinare a carico di Francesco Scorzelli, il delegato USB presso l’ASST di Lecco che, nella sua funzione di Preposto, si è rifiutato di adeguarsi a direttive della dirigenza aziendale che mettevano a rischio la salute delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio coordinato da Francesco. L’ennesimo atto di una farsa che puntualmente finisce in tribunale e che con ogni probabilità sarà così anche stavolta, a meno che non vi sia una presa di coscienza e di posizione rispetto a quanto accaduto nella sanità lombarda durante l’epidemia e non si voglia tentare il salto di qualità verso una sanità migliore, da parte di chi, a qualunque livello, ha responsabilità politiche e gestionali nell’amministrazione del sistema sanitario regionale.

E’ chiaramente una contestazione “politica” a carico di un delegato che negli anni è sempre stato una spina nel fianco per la dirigenza aziendale e che ha continuato ad esserlo – e in modo ancora più netto- durante l’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da covid-19, soprattutto all’interno di una ASST che ha registrato ben 347 decessi da covid e un numero altissimo e anomalo di contagi tra il personale. Ed è proprio per evitare i contagi tra il personale che Francesco si era rifiutato di attenersi a delle direttive che, anche ad un’analisi non approfondita, risultano palesemente rispetto ai dettami della normativa vigente in tema di sicurezza sui posti di lavoro e spesso anche privi di alcuna logica rispetto ai protocolli di prevenzione da contagio. Il comportamento di Francesco è in linea con quanto previsto dal Contratto di Lavoro che prevede l’astensione dall’eseguire un ordine quando questo sia palesemente illegittimo.

E’ in definitiva un tentativo d licenziamento -si, di questo si tratta!- messo in atto da una dirigenza che è perfetta espressione di quella amministrazione regionale (a proposito..a quando una riforma del sistema di nomina “politica” dei direttori generali?) che proprio durante l’emergenza ha dimostrato tutta la sua tragica e ridicola incompetenza che è costata la vita a migliaia di cittadini lombardi. La stessa classe dirigente che ha appoggiato senza fiatare le riforme del sistema sanitario regionali degli ultimi vent’anni, tutte volte alla privatizzazione e a tagli di servizi per i cittadini; riforme che, da Formigoni in poi, hanno fatto diventare la Sanità un centro di affari piuttosto che un sistema di tutela della salute.

Quella stessa dirigenza che, se invece di provare a licenziarlo, avesse messo in atto le tutele che Francesco ha proposto e poi adottato per il personale del proprio servizio, probabilmente avrebbe evitato centinaia di contagi tra le lavoratrici ed i lavoratori e qualche decesso in meno tra i ricoverati.

#IoStoConScorzelli

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