UN MARE DI PAROLE PER UN MARE DI SOLDI. ALL'HANGAR BICOCCA IL FESTIVAL DELL'IPOCRISA

Milano -

Centinaia di esperti e politici si sono radunati sabato scorso all’Hangar Bicocca di Milano per vedere di inventarsi qualche idea che possa imbellire il festival della corruzione, della devastazione, degli sprechi, per miliardi, a cui è ridotta Expo 2015. Fuori, militanti di USB e altri sindacati di base, giovani dei centro sociali, femministe. Pochi a dir la verità, ma è importante testimoniare sempre il dissenso. Vuol dire che c’è tanto da fare perché il primo maggio, data di inaugurazione della grande kermesse, l’opposizione sia la più forte e determinata possibile. Perché di cose da agitare e da denunciare ce ne sono sempre di nuove. Era di 24 ore prima la notizia di quattro altri appalti sotto indagine e la relazione dell’Autorità nazionale anticorruzione che denunciava come l’80 per cento delle procedure d’appalto avessero subito rilievi. Già che c’era, il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha pensato bene di annunciare che i 60 milioni di euro in quota alla defunta Provincia di Milano per l’Expo li coprirà il governo togliendoli alla costruzione della linea tranviaria Limbiate-Milano. Per la gioia dei suoi abitanti. Nel gran mare di sorrisi, pacche sulle spalle, frasi di circostanza, unica nota, per loro, stonata le parole di papa Francesco che ha denunciato l’economia dell’iniquità, l’economia che uccide. Per cui il cibo c’è ma non per tutti. Un paradosso ingiustificabile. Parole scivolate via tra un risotto di camut e una mela rigorosamente bio. La misura dell’ignoranza e della prepotenza di lor signori si è vista poi dalla devastazione di una delle installazioni artistiche più significative e emozionanti al mondo, I sette palazzi celesti di Anselm Kiefer, opera stabile dell’Hangar Bicocca, circondati per l’occasione da simpatiche cassette della frutta. Unica nota positiva della giornata, la presa di distanza da Expo del rapper Frankie Hi Nrg che si dimesso da ambasciatore di Expo. “Il fatto che migliaia di ragazzi vengano fatti lavorare gratis è indegno per il Paese”, ha dichiarato. Alla faccia di Cgil, Cisl e Uil che quel contratto hanno firmato.

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