UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO: USB PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL LABORATORIO DI VIA MANGIAGALLI

Il sindacato denuncia la decisione unilaterale dell’Ateneo di smantellare il Laboratorio di Patologia Clinica e il Punto Prelievi, lasciando i lavoratori senza tutele e privando i cittadini di un servizio sanitario fondamentale. Già da oggi bandiere USB davanti alla struttura e indetta una mobilitazione con presidio per domani dalle 12 alle 14. Richiesto l'intervento urgente del Prefetto.

Milano -

USB Pubblico Impiego Lombardia ha proclamato formalmente lo stato di agitazione di tutto il personale dell’Università degli Studi di Milano. La protesta, formalizzata nelle scorse ore alla governance dell'Ateneo e alle autorità competenti, è diventata immediatamente visibile: già oggi le bandiere dell'USB sventolano davanti al laboratorio di Via Mangiagalli 32. Per domani, venerdì 23 ottobre, è stata indetta una mobilitazione formale dei lavoratori con un presidio che si terrà dalle ore 12:00 alle ore 14:00 proprio davanti alla struttura per difendere il posto di lavoro e la sanità pubblica.

La mobilitazione colpisce lo sconsiderato piano di dismissione della U.O. 122 "Laboratorio di Patologia Clinica 1" e del relativo Punto Prelievi della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L'iniziativa si è resa necessaria dopo il totale silenzio dell'Amministrazione alla diffida dello scorso 23 settembre. USB contesta la scelta unilaterale di UniMi di cessare le attività e rinunciare all'accreditamento, azzerando il confronto e l'informativa preventiva contrattuale.

I motivi della protesta si articolano su quattro punti cruciali:

  • Lavoratori senza risposte: manca un piano organico per ricollocare e tutelare il personale in forza (tecnici TABS, impiegati, dirigenti sanitari e ricercatori), mettendo a rischio competenze d'eccellenza;
  • Alternative ignorate: la contrazione temporanea dei volumi analitici non giustifica la chiusura. Il Decreto DG Welfare di Regione Lombardia n. 7043/2025 offre strumenti per fusioni e consolidamenti che l'Ateneo ha ignorato;
  • Danno alla salute pubblica: il presidio garantisce esami cruciali per le Commissioni Mediche Locali per le patenti. La chiusura viola l'Art. 32 della Costituzione e rischia di configurarsi come interruzione di pubblico servizio.

"Siamo scesi in piazza immediatamente con le nostre bandiere e abbiamo organizzato il presidio dei lavoratori per domani perché la provocazione dell'Ateneo richiede una risposta immediata e visibile", dichiara USB Pubblico Impiego Lombardia. "La governance ha deciso di smantellare un presidio sanitario strategico senza logica e senza dialogare con i lavoratori. Non ci muoveremo da qui e invitiamo la cittadinanza a sostenerci durante la mobilitazione di domani".

Contestualmente alla protesta visibile in Via Mangiagalli, USB ha attivato le procedure di raffreddamento e conciliazione (Legge 146/1990), richiedendo al Prefetto di Milano una convocazione urgente entro 3 giorni lavorativi per congelare ogni atto esecutivo di chiusura.

Il sindacato osserverà la tregua sindacale durante la mediazione prefettizia. Tuttavia, in caso di esito negativo o di mancata convocazione, la mobilitazione di domani sarà solo l'inizio: USB è pronta ad attivare tutte le necessarie azioni di sciopero a difesa del lavoro e della salute!