VERTENZA SEA. USB INCONTRA IL SINDACO DI MILANO PISAPIA: LE DIVERGENZE SONO TANTE

Milano -

Ieri 23 giugno 2014 alle 18.30 si sono incontrati la delegazione USB Lavoro privato  e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia in merito alla vertenza Sea spa-Sea Handling-Airport Handling e al referendum dove la maggioranza dei lavoratori ha votato NO all’ipotesi di accordo del 4 e 6 giugno 2014 che ha coinvolto tutti i lavoratori di Sea Handling.

Come premessa, il sindaco ha sottolineato che l’attuale  amministrazione, a differenza di quella passata, ha fatto di tutto per scongiurare il fallimento di Sea Handling a seguito della famosa sanzione di 360 milioni di euro imposta dalla Comunità europea e che tale evento avrebbe generato esuberi strutturali.

Permangono le distanze sulla valutazione della situazione tra l’amministrazione Pisapia e USB Lavoro privato Lombardia sull’origine della vertenza Sea: secondo USB la sanzione inflitta dalla CE è stata utilizzata ad arte dai vari governi e dal fondo F2I al fine di portare alla parcellizzazione del gruppo Sea, con somma soddisfazione dei vari speculatori.

Inoltre, il sindaco ha rimarcato che il cambio della presidenza di Sea, voluta fortemente dalla sua amministrazione e che ha dato avvio all’attuale presidenza di Pietro Modiano,  gode di piena fiducia e sostegno anche per i contenuti presenti negli  accordi di Sea del 4-6 giugno scorso.

Per USB il referendum svolto in Sea Handling non solo ha legittimità, ma impone a tutti i soggetti implicati nella trattativa di dare una migliore soluzione ai contenuti dell’ipotesi accordo, anche attraverso il coinvolgimento nei  “sacrifici”  di tutto il gruppo dirigente di Sea.

USB stigmatizza le inopportune iniziative prese dalla Sea circa la disdetta degli accordi, il congelamento degli impegni assunti sugli esodi, il ricatto di avvio degli esuberi dichiarati in procedura. A tutto ciò il prossimo incontro previsto dalla procedura in Regione (ARIFL) dovrà dare risposte certe ed esaustive.  

Infine il tema delle agibilità sindacali, che non sono solo i permessi, ma anche il diritto all’affissione nei posti di lavoro, il diritto alle assemblee retribuite, alla solidarietà che sono patrimonio di tutto il movimento dei lavoratori. USB sostiene che tutto ciò non ha nulla a che fare con  la campagna demagogica che viene fatta a arte e che mette in discussione tali diritti e che favorisce solo ed esclusivamente l’azienda e le associazioni imprenditoriali. Campagna promossa da personaggi che oggi gridano allo scandalo, dimenticandosi che non più tardi di 18 mesi fa, fin quando gli è stato permesso, hanno goduto di permessi sindacali a iosa (dimostrabilissimo) e di certo il loro intervento “sindacale” non si limitava solo alla Sea, ma interessava anche altre attività, come, per esempio, nel settore edile e altri. Ma, se si pensa che la riduzione dei permessi sindacali sia la panacea di tutti i mali, bene, USB Lavoro privato farà la sua parte, con buona pace degli urlatori.

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