Se Amnesty si deve occupare dei diritti nelle nostre RSA, abbiamo ragione noi “c’è un problema enorme!”

a questo link è possibile rivedere la diretta della presentazione di sabato 13 novembre fb.watch/9hQggo58WC/

Milano -

“Quella tra USB ed Amnesty International è un’alleanza che avremmo tutti evitato volentieri, perché se Amnesty deve occuparsi di diritti dentro le RSA vuol dire che c’è un problema strutturale enorme che ha ricadute importanti sul diritto alla salute” in queste parole di Pietro Cusimano dell’Usb Lombardia c’è buona parte della sintesi della presentazione del report Messi a tacere e inascoltati in piena pandemia che USB e Amnesty hanno realizzato a Milano lo scorso sabato.

Un evento che ha avuto il grande merito di mettere insieme - intorno al tema- tutti i soggetti che hanno avuto e hanno un ruolo nella dolorosa vicenda della strage di anziani nelle RSA durante la pandemia. Erano presenti infatti anche i più numerosi Comitati dei Parenti delle Vittime, da Felicita ad Anchise a Verità e Giustizia di Bergamo e Crema che hanno portato un importante contributo, così come importanti sono stati i contributi dei tanti intervenuti tra i quali Vittorio Agnoletto, Giorgio Cremaschi (P.A.P.), Marco Fumagalli (Consigliere regionale M5S), Fabio Savoldelli (avvocato che ha collaborato con medicina democratica).

Il quadro della situazione delle RSA lombarde che è emerso sia dalle parole dei relatori  di USB e Amnesty che dagli altri interventi è di grande fragilità, a causa delle privatizzazioni e della precarizzazione del lavoro che ha spostato l’asse primario di interesse del sistema dalla salute al profitto. Ma anche una situazione di scarsa trasparenza delle istituzioni, soprattutto di ATS e Ispettorato del Lavoro che non hanno garantito la loro funzione di controllo e di garanzia dei diritti di lavoratori e ospiti ricoverati.

L’USB proverà a costruire degli ambiti di confronto all’interno dei quali tutte le componenti che hanno partecipato all’assemblea possano ottimizzare gli sforzi e trovare percorsi e obiettivi condivisi, a partire dal percorso giudiziario dei tanti esposti presentati (quattro quelli sottoscritti dall’USB) che non può essere affossato nelle aule dei tribunali ma deve trovare uno sbocco verso l’individuazione di responsabilità certe e di verità.

A questo link, la registrazione dell’assemblea di sabato fb.watch/9hQggo58WC/